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di Angelo Aloisi
La continuità didattica, da anni, risulta essere il fiore all'occhiello di tanta programmazione e di tante riforme in nuce
dell'attività scolastica. Poche, in effetti, le garanzie che questa continuità venga veramente percorsa e valutata
nell'ambito di un lavoro scolastico che, molte volte, risulta frammentario, non per scelte personali, quanto per fattori
interni alla struttura stessa della scuola (insegnanti che cambiano..., confronto con altri docenti).
Non mancano tuttavia esperienze positive come quella condotta in provincia di Milano tra alcuni docenti della scuola
media e altri di un Istituto professionale per il commercio della stessa città.
Il bisogno di intervenire
L'iniziativa è partita dagli insegnanti del professionale, i quali avevano rilevato che l'eccessivo numero di bocciature nel
primo anno scolastico poteva essere determinato dalla mancanza di raccordo con la scuola media.
I passi fatti
Una volta recepite le iscrizioni, i docenti del professionale hanno selezionato gli alunni provenienti dalla locale scuola
media individuandone le sezioni di appartenenza e contattando i consigli di classe di riferimento per un lavoro di
raccordo. Particolare attenzione è stata posta agli insegnamenti di Italiano e Matematica (in questo testo, per mancanza
di spazio, ci soffermeremo sul percorso linguistico). Il contatto è servito per avere informazioni più dettagliate
sull'andamento didattico degli alunni nelle materie prescelte e per definire i prerequisiti della scuola superiore.
Sono state concordate delle prove da inserire nel percorso didattico del 2° quadrimestre della scuola media da cui
rilevare i dati in relazione a:
comprensione del testo;
costruzione del testo scritto;
strutturazione della frase;
errori ortografici.
Le prove sono state valutate, in riunioni apposite (una volta al mese), dagli insegnanti in gruppo di lavoro congiunto. I
dati sono stati tabulati in modo da avere una panoramica quanto più dettagliata delle carenze più rilevanti evidenziate dai
discenti.
L'organizzazione del percorso
Nel mese di settembre, alcuni insegnanti si sono inseriti nella Commissione Accoglienza e hanno contribuito alla
revisione del progetto stesso, adattandolo alle reali abilità e capacità degli alunni.
Sono state predisposte delle prove in apparenza di livello più basso, ma alla prova dei fatti più concrete.
A questo punto, l'accumulo delle informazioni già in possesso, sommate a quelle del Progetto Accoglienza, hanno
permesso agli insegnanti di predisporre un piano di lavoro effettivamente individualizzato e mirato al recupero delle
carenze e al potenziamento delle abilità acquisite dai ragazzi.
Un esempio di percorso individualizzato all'interno di una classe
A livello indicativo, riportiamo tre casi seguiti con particolare attenzione in una classe, perché provenienti dal medesimo
plesso scolastico e differenziati su tre livelli di rendimento.
Valentina è uscita dalla terza media con la valutazione di distinto. Nonostante la valutazione positiva, però, l'alunna
presentava difficoltà nel metodo di studio e lentezza di apprendimento che recuperava grazie ad un'assidua applicazione
e ad una volontà di ferro.
Nella scrittura mancava di scioltezza, in quanto le frasi erano troppo lunghe, poco appropriate nell'uso della
punteggiatura e, a volte, sintatticamente imprecise.
Eleonora è uscita dalla terza media con la valutazione di buono. Pur possedendo un valido metodo di studio, non
riusciva ad impegnarsi nello studio sistematico, in quanto poco organizzata. Nella composizione scritta, l'alunna usava in
modo incerto il lessico e componeva testi lunghi e, a volte, poco coerenti. Occasionalmente si rilevavano errori di
ortografia.
Stefania è uscita con la valutazione di sufficiente. Pur essendo dotata di buona volontà, risultava assolutamente carente
nel metodo di studio e difettava nei collegamenti logici. Rilevanti erano i problemi di esposizione, sia orali sia scritti. In
particolare, i suoi testi risultavano essere confusi, incerti nel lessico, e con parecchi errori sintattici e ortografici.
Poiché i problemi principali riguardavano soprattutto il metodo di studio, l'intero consiglio di classe si è fatto carico
dell'esigenza dei discenti organizzando, per il primo quadrimestre, moduli didattici riguardanti la sintesi, il collegamento,
la schematizzazione dei contenuti espressi nell'ora di lezione. Questo lavoro è stato possibile poiché l'intero consiglio ha
seguito un corso di aggiornamento organizzato dal CIDI sul metodo di studio. I docenti hanno, in un primo momento,
fatto vedere agli alunni, nelle diverse discipline, come era possibile organizzare il lavoro scolastico, lasciando nel
prosieguo del tempo sempre più spazio agli allievi. Infatti, questi ultimi con l'andare del tempo organizzavano la loro
lezione su dei lucidi da proiettare sulla lavagna luminosa. Ciò era motivo di osservazione e di confronto con gli altri
ragazzi della classe: il processo di partecipazione collettiva alla risoluzione del problema aveva affrancato i discenti dalla
paura di non sapere organizzare sia il loro tempo sia le loro idee. A presentare gli schemi predisposti è stata chiamata
molto spesso Stefania, sia per renderla più sciolta nell'esposizione orale, sia per svincolarla dalla paura di sbagliare.
Per quanto riguarda la scrittura, sono stati attivati dei percorsi differenziati, tutti imperniati sull'impegno attivo di
autocorrezione. Ogni alunna ha ricevuto una griglia di autocorrezione imperniata sui seguenti punti:
aderenza alla traccia e completezza delle informazioni;
ordine e organicità del pensiero;
corretto e appropriato uso della lingua.
Di norma, l'autocorrezione ha richiesto tantissimo tempo, sia a scuola sia a casa.
Valutazioni
I risultati, alla fine del primo quadrimestre, sono stati positivi. In particolare:
Valentina ha imparato a scrivere testi con frasi brevi e precise e ha imparato ad utilizzare correttamente la
punteggiatura;
Eleonora ha pressoché eliminato gli errori di ortografia e le imprecisioni lessicali, imparando a scrivere testi più chiari
e coerenti;
Stefania ha migliorato notevolmente il suo metodo di studio e le imprecisioni per quanto riguarda l'uso delle
elementari strutture grammaticali.
Considerazioni conclusive
I risultati globali, alla fine del primo quadrimestre, sono stati in linea o qualche volta migliori rispetto alla valutazione
della scuola media. Non si sono registrati casi di ulteriori carenze.
Ciò è da valutare positivamente: la continuità didattica, quindi, è servita sia a mantenere costante sia ad aumentare il
livello di apprendimento degli studenti, evitando la dispersione tipica del primo anno dell'Istituto professionale.
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