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di Vittoria Bellini
L'autonomia della scuola può rappresentare una riforma sociale importante o essere l'elemento determinante nella
creazione di una differenza di classe. Quello che per anni è stato sancito come diritto allo studio potrebbe essere messo
in discussione da situazioni e scelte scolastiche determinate solo dalla forza delle cose.
A quale realtà si fa riferimento?
Prima di avventurarsi in un qualsivoglia tentativo di analisi, bisogna chiarire a quale sistema scolastico si riferisca la legge
sull'autonomia; è sicuramente un sistema scolastico riformato dove il gioco delle parti è forse ancora da definire.
E un sistema in cui ogni scuola dovrebbe acquisire la completa autonomia alla quale è legato anche un discorso di
ottimizzazione dimensionale delle istituzioni scolastiche.
Ciò comporta un'autonomia didattica che nel rispetto della libertà di insegnamento, sia anche espressione di una libertà
progettuale nell'offerta di insegnamenti opzionali, facoltativi o aggiuntivi.
L'esplicitazione di quanto sopra "...si sostanzia nella scelta libera e programmata di metodologie, strumenti,
organizzazione e tempi di insegnamento, da adottare nel rispetto della possibile pluralità di opzioni metodologiche...".
A tal fine possono essere fissati criteri per la determinazione degli organici funzionali d'istituto, fermo restando il monte
orario annuale complessivo di ogni curricolo e quello previsto per ogni disciplina ed attività indicate come fondamentali
di ogni tipo o indirizzo di studi.
Cambia tutto quindi?
La risposta dovrebbe essere sicuramente affermativa ed è a questo punto che si pone il problema dell'Istruzione
professionale in termini di identità di percorso e di prospettive per il futuro.
L'autonomia scolastica ha posto riferimenti certi e vincolanti a cui bisogna trovare delle risposte significative ed
esaustive di carattere organizzativo-gestionale (staff di docenti come supporto alla gestione) e metodologico-didattico
(staff di docenti come supporto all'attività didattica).
Negli ultimi anni, l'istruzione professionale si è posta come punto di riferimento per quegli studenti che, pur presentando
situazioni di disagio scolastico, sono riusciti a portare a termine il corso di studi iniziato grazie a una didattica che ha
considerato, in modo accorto e mirato, il percorso di apprendimento dell'utenza e grazie anche alla ridefinizione di
profili professionali in termini di polivalenza e di flessibilità rispetto al mondo del lavoro.
Quali ruoli e quali figure?
Occorre pensare ad una microstruttura scolastica articolata in staff di docenti che si occupino dell'assetto organizzativo
e gestionale della scuola e dell'assetto didattico-scientifico.
Occorre l'istituzione di nuove figure di sistema finalizzate a garantire la qualità del funzionamento e dell'organizzazione
integrata della scuola; tali figure potrebbero svolgere funzioni di tutoraggio, di aiuto e di sostegno, di organizzazione, di
progettazione e di programmazione.
Si potrebbe prevedere un ampliamento della funzione docente che si concretizzi nell'acquisizione di competenze relative
ad attività di ricerca, di coordinamento, di tutoraggio, di documentazione, di relazioni con le famiglie.
Pertanto bisogna investire nella scuola
In un sistema scuola così articolato, come coniugare i diversi saperi disciplinari con le attività e i percorsi integrati?
Nell'esercizio dell'autonomia organizzativa e didattica delle scuole, si prevede un ampliamento dell'offerta formativa con
la costruzione di percorsi didattici specifici.
Per l'Istruzione Professionale si può pensare alla preparazione di percorsi formativi per adulti, iniziative di promozione
del successo formativo, iniziative di raccordo con il mondo del lavoro; si devono definire itinerari e percorsi per
programmi nazionali, regionali o comunitari e, nell'ambito di accordi con le regioni e le unità scolastiche, si devono
definire percorsi integrati con i diversi sistemi formativi.
Ma... i conti, tornano?
Legittima preoccupazione soprattutto quando, nella legge Bassanini, si arriva a parlare di 'dotazione finanziaria
essenziale'.
Ciò significa che alle istituzioni scolastiche sarà assegnata dallo stato una quota di finanziamenti minimale nell'ottica
dell'ottimizzazione delle risorse umane e materiali di ogni realtà, e poi... bisogna cercare altrove gli ulteriori finanziamenti
che necessitano.
Occorrerà trovare sponsor o, comunque, qualcuno che aggiunga le risorse mancanti? Si prospetta quindi una scuola
dove chi più ha, più sa? la scuola di serie... A, B, C ecc.? la scuola che è determinata dalla domanda... del mercato?
un'americanizzazione del sistema scolastico?
Forse si sta esagerando perché si vogliono enfatizzare i punti deboli che potrebbero costituire le cattive tentazioni di
questa autonomia scolastica; d'altro canto si chiedono garanzie di pari formazione e pari dignità per i diversi saperi, si
chiedono rispetto e tutela per chi 'non è nato vincente o non ha idee vincenti'.
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