Articolo precedente | Articolo seguente |
|---|
di Giuseppina Casto e Clotilde Darra
Abilità linguistiche, riflessione sulla lingua, educazione letteraria, prove finali di qualifica interdisciplinari, raccordo tra
il biennio iniziale e il biennio post-qualifica, modularità. Scorrendo il nuovo programma di Italiano per il III anno dei
corsi di qualifica degli Istituti Professionali, siamo andate ricercando conferme nella speranza di verificare che
l'impostazione data al nostro lavoro in questi ultimi due anni avesse qualche riconoscimento.
Alla lettura veloce e curiosa, ne è seguita una attenta ed analitica che ci ha nel complesso rassicurate.
Finalità e obiettivi specifici dell'insegnamento dell'italiano
Il nuovo programma, in primo luogo, dà una grande importanza all'acquisizione di competenze linguistiche che mettono
in grado gli studenti di esprimersi, sia oralmente che per iscritto, in modo chiaro e comunicativo, soprattutto "in contesti
specificamente professionali".
Questo offre all'insegnante uno strumento "forte" per sviluppare e consolidare l'abilità linguistica del corretto parlato,
arricchendo il patrimonio lessicale dello studente, che spesso si esprime attraverso il suo slang, lontano dal linguaggio
che sarà poi costretto ad usare nella realtà aziendale.
Rispetto agli obiettivi, questo nuovo programma ha il vantaggio di presentarli in modo sintetico e mirato allo sviluppo
delle abilità richieste alla fine del monoennio; infatti gli obiettivi riguardano le capacità di strutturare discorsi di vario tipo
(anche argomentativo), logici, sequenziali e grammaticalmente corretti; e la lettura e l'analisi di testi di vario genere
attraverso l'uso di tecniche adeguate che permettano allo studente di riconoscerne la struttura e gli elementi
caratterizzanti. Fermo il principio che l'analisi della lingua deve essere rigorosa, l'aspetto che tra gli obiettivi specifici
viene più evidenziato è il riconoscimento delle parti del discorso e delle strutture sintattiche, ma ciò che riteniamo
innovativo è la proposta di operare confronti con le strutture morfosintattiche delle lingue straniere studiate, interazione
che nei vecchi programmi era riservata quasi esclusivamente alla corrispondenza commerciale, anche se il fatto che non
venga proposto un modulo sistematico di tipo grammaticale ci sembra vanificare la bontà dell'idea.
Inoltre, per quanto riguarda l'educazione letteraria, si dà un ampio spazio all'approccio autonomo al testo. Questo, a
nostro giudizio, da un lato obbliga a sviluppare le capacità relative all'analisi testuale, dall'altro lascia maggiore libertà nel
progettare un processo di apprendimento in cui l'alunno è soggetto attivo e può far emergere i propri interessi personali.
L'esperienza di questo anno ci ha dimostrato che lo studente riesce a trovare una motivazione più forte alla lettura
quando gli vengono proposti testi relatvi a tematiche che gli sono vicine e congeniali.
Tenuto conto del fatto che i nostri allievi sono portati a preferire l'immagine alla scrittura, particolarmente significativo
tra gli obiettivi dell'educazione letteraria, è quello che rimanda ad esercizi di trans-codificazione e ci sembra che questa
sia una buona occasione per un modulo interdisciplinare tra le varie aree, soprattutto in quegli istituti professionali dove
si lavora sulla creatività e sull'immagine.
Modularità
Il nuovo programma introduce l'impianto modulare e ciò ci sembra coerente con il biennio post-qualifica e ad esso
propedeutico; permette una maggiore libertà nel progettare sia l'attività tipicamente disciplinare come quella
interdisciplinare e di operare in sistemi flessibili capaci di rendere consapevole lo studente del fatto che ogni disciplina
non è un compartimento a sé, ma tutte servono a collaborare al processo formativo di cui è soggetto attivo. Inoltre, la
progettazione per moduli non costringe al rispetto ferreo di sequenze cronologiche, ma permette di procedere in
parallelo, per esempio anche con storia, visti i nuovi progammi.
I moduli proposti tengono conto dei diversi interessi degli studenti, sono finalizzati all'educazione della comprensione del
testo letterario e non, al gusto della lettura e alla corretta comunicazione. In questo senso il nuovo programma sottolinea
che la letteratura non è più obiettivo di conoscenza ma diventa 'strumento per il perseguimento delle finalità indicate'.
Tenuto conto della realtà in cui operiamo, come già accennato, non ci sembra una scelta oculata quella di non
predisporre un modulo sistematico sulle conoscenze grammaticali, in quanto il recupero di queste competenze viene
lasciato alla libera iniziativa del singolo docente, che difficilmente potrà fare un lavoro interdisciplinare con i colleghi di
lingua straniera, come viene sollecitato dal programma stesso.
L'esperienza ci ha insegnato che, date le carenze a livello linguistico e morfosintattico degli studenti, oltre che progettare
un modulo interdisciplinare all'interno del consiglio di classe su abilità trasversali, è necessario che il programma di
italiano preveda un modulo di recupero linguistico di riflessione sulla lingua.
I moduli proposti sono i seguenti:
1 - Modulo di tipo professionale,
2 - Modulo "per autore",
3 - Modulo "per opera",
4 - Modulo "per genere",
5 - Modulo "per tema",
6 - Modulo letteratura "di evasione".
I moduli 2, 3, 4 possono essere utilizzati per avviare il raccordo con il biennio post-qualifica, e infatti le stesse
indicazioni vengono date in quei programmi; invece quello di tipo professionalizzante, oltre a richiedere la
collaborazione con gli insegnanti delle discipline dell'area d'indirizzo e una programmazione del consiglio di classe,
permette forme integrate d'intervento e, in questo caso, l'utilizzo di esperti aziendali che possono far conoscere agli
studenti più da vicino la realtà lavorativa.
Ad esempio, utilizzando per questo tipo di modulo anche l'attività dell'Area di approfondimento, è possibile simulare il
primo colloquio di lavoro individuale e di gruppo e la stesura del curriculum sotto la guida di un esperto di selezione del
personale. Questo tipo di attività permette al docente di verificare o, eventualmente, di riprogettare il modulo, qualora si
accorga di lacune nell'acquisizione dei lessici specifici. Il modulo offre allo studente la possibilità di sviluppare, anche
autonomamente, conoscenze da riutilizzare nell'elaborazione della relazione quando è richiesta una progettazione
personale. Infatti, se ad uno studente del monoennio per operatore dell'impresa turistica si fanno leggere una serie di
testi sulle problematiche turistiche di una regione, sarà poi capace di progettare un itinerario e sviluppare la relativa
relazione che tenga conto delle notizie raccolte. Anche il modulo 'per tema' può, a nostro parere, offrire occasioni di
approfondimento e di lavoro interdisciplinare, ad esempio, il tema dell'amicizia e della solidarietà, oltre ad essere
sviluppato con l'aiuto di testi letterari, può coinvolgere altre discipline o prevedere l'intervento di operatori nell 'ambito
del volontariato, che portino la loro esperienza, o di esperti, e tutto questo ha poi una ricaduta essenziale nella stesura
della relazione e nella progettazione di interventi di tipo argomentativo.
Tra questi moduli, il sesto può favorire l'approccio alla lettura, se utilizzato all' inizio dell'anno scolastico, permettere di
avvicinarsi in modo più leggero alla letteratura e, se usato come fonte di dibattito e discussione, facilitare la
socializzazione della classe. Inoltre, il confronto proposto tra letteratura minore e classici può essere effettuato dopo
aver svolto gli altri moduli o parte di essi. Quindi, dopo aver avviato lo studente all'identificazione di analogie e
differenze, ciò gli consentirà di associare al proprio gusto il piacere della lettura.
Metodologia
Il nuovo programma sottolinea, e ciò ci trova concordi, l'aspetto qualitativo della formazione rispetto a quello
quantitativo, l'oculatezza per quanto riguarda il tempo a disposizione con un chiaro riferimento alla possibilità di usare le
ore dell'Area di approfondimento per motivare alla lettura, al sapere e al recupero delle difficoltà linguistiche.
Viene ribadita la necessità di favorire gli interessi dello studente per indirizzarlo alla libera lettura, che spesso può
nascere dalla visione di film o dall'utilizzo di mezzi multimediali, e di evitare un'analisi troppo minuziosa e specialistica dei
testi. Ad esempio, si può suggerire allo studente la lettura di un romanzo, naturalmente non senza avergli prima fornito
un questionario-guida che gli consenta di individuare le tematiche fondamentali, ma al tempo stesso di scegliere
liberamente i momenti più adatti, salvo poi verificare, alla scadenza stabilita, il lavoro svolto con una prova strutturata.
Vengono pure indicati i vari tipi di verifica che devono essere inseriti in modo programmatico nello svolgimento dei
moduli, in particolare si sottolinea come ogni verifica, sia strutturata che semistrutturata, debba essere corredata da una
griglia di valutazione che presenti criteri 'univoci, espliciti e condivisi'.
Riflessioni
Dunque ci sentiamo rassicurate, dall'analisi del nuovo programma, soprattutto perché il nostro lavoro negli ultimi due
anni è stato orientato ad una programmazione modulare che, scaturita dall'esigenza di un raccordo tra monoennio e
biennio post-qualifica e originata dal fatto che la totalità degli studenti di terza frequentava la quarta per poi arrivare alla
Maturità, prevedeva già questo tipo di moduli, con l'aggiunta di quello relativo al recupero e consolidamento delle
abilità linguistiche e con una particolare attenzione per la riflessione sulla lingua. è proprio la mancanza di questo tipo di
modulo che ci lascia molto perplesse, perché la nostra esperienza ci ha dimostrato che programmare per obiettivi
trasversali in consiglio di classe è spesso molto difficile se non si è abituati a lavorare in équipe.
Un altro spunto di riflessione riguarda la valutazione delle prove, là dove si afferma che questa deve avvenire 'sulla base
di criteri univoci, espliciti e condivisi'. Infatti ci chiediamo: questi criteri da chi vanno condivisi? dal consiglio di classe? o
nell'ottica di una riforma della scuola superiore e, soprattutto, dell'autonomia di ogni singola istituzione scolastica, dagli
studenti? Purtroppo nel testo non abbiamo trovato alcuna indicazione da cui possa scaturire qualche risposta a queste
domande.
Articolo precedente | Articolo seguente |
|---|