Come preannunciato nel numero 33 – 34, PRAGMA si trasferisce da oggi interamente sul web, mantenendo gli intenti dichiarati allora, anche se non proprio nei tempi che ci si poteva augurare. Siamo riusciti comunque a mettere a punto una prima procedura organizzativa che ci consentirà nel futuro non solo di uscire più puntuali, ma anche di trasformare gradualmente alcune caratteristiche grafiche e alcune modalità di fruizione.
A tale proposito vi invitiamo caldamente a segnalare (alla redazione, alla casa editrice, agli agenti della casa editrice Principato) il vostro indirizzo di posta elettronica per essere tempestivamente informati delle successive pubblicazioni.
La tipologia e scansione delle rubriche rimane in questo numero quella consueta (Focus, Discipline e didattica, Novità nella scuola, Cinema e scuola, Mappe e paradigmi, Messaggi in bottiglia), ma non escludiamo modifiche e migliorie che certamente sopraggiungeranno.
In particolare, abbiamo voluto che il Focus di questo numero 35 fosse di ampio respiro, che ci aiutasse cioè a vedere la nostra scuola all'interno di un panorama meno autoreferenziale ed angusto rispetto al consueto, e abbiamo così deciso di dedicarlo ai risultati delle ricerche internazionali sugli apprendimenti nella scuola italiana. A tale proposito siamo riusciti a raccogliere contributi particolarmente significativi da parte proprio di quegli esperti che da anni lavorano e ricercano in questo campo: responsabili, consulenti INVALSI, docenti e ricercatori universitari; e non ci siamo limitati alle indagini sugli apprendimenti nella scuola superiore, ma abbiamo chiesto “lumi” anche a coloro che si sono occupati degli ordini inferiori, sicuri di rendere un servizio informativo più preciso riguardo ad un ambito poco pubblicizzato, o riferito dai mass media a livello generico se non scandalistico. Nelle consuete rubriche, troverete poi i contributi di carattere didattico e, perché no, di tono umoristico. E allora, buona navigazione e buona lettura!
Il programma PISA (Programme for International Student Assessment) è attualmente la più importante indagine comparativa sull'istruzione. Avviata dall'OCSE nel 2000, viene realizzata con cadenza triennale, in modo da fornire anche le linee di tendenza delle principali competenze in lettura, matematica e scienze. La popolazione di riferimento è quella dei quindicenni livello scolastico perché si intendono, La scelta di una popolazione anagrafica e non di livello scolastico è stata dettata dall'esigenza di misurare le competenze nel momento in cui gli studenti della maggior parte dei Paesi partecipanti hanno, di fatto, assolto l'obbligo di istruzione. Si tratta quindi di una verifica di competenze che prescinde dalla classe specifica in cui si trova uno studente di 15 anni.
Disporre di uno specchio che mostri come se la cavano i nostri studenti in prove che sono uguali per gli studenti della stessa età appartenenti ad altri Paesi è un buon modo sia per conoscere lo stato di salute della nostra scuola da un punto di vista “altro”, sia per individuare nodi critici e stimolare la revisione di pratiche didattiche poco efficaci. E' questa la funzione svolta dalle prove PISA in questi anni.
Le difficoltà che gli studenti italiani incontrano nel risolvere i quesiti di matematica dell'indagine OCSE PISA sono oramai note da tempo. D'altronde, i quesiti del PISA sono, per i nostri studenti, molto diversi rispetto al tipo di prove di matematica a cui essi sono abituati a scuola. L'indagine PISA, infatti, mira a misurare le competenze matematiche dei quindicenni, cioè la loro capacità di saper utilizzare la matematica che hanno appreso a scuola per risolvere problemi collegati alla vita quotidiana. Purtroppo, in Italia, la matematica che viene insegnata a scuola è, speso percepita dagli studenti estremamente meccanica, ripetitiva e del tutto avulsa dalla realtà e questo comporta la loro difficoltà nell' utilizzarla per risolvere problemi reali.
Quali competenze dovrebbe avere un cittadino per muoversi in maniera consapevole ed efficiente in un mondo ormai largamente basato sui risultati della scienza e della tecnologia? Questa è la domanda che si pone l'indagine PISA dell'OCSE per quel che riguarda le scienze, e che dovrebbe porsi chiunque sia responsabile dei curricoli scientifici a livello nazionale o regionale. Il problema sorge non tanto perchè le risposte a questa domanda comune sono diverse – come è giusto che sia - ma perchè, anche quando le risposte sono simili e si è negoziato per arrivare ad un accordo, la pratica non corrisponde alle risposte date, e le situazioni concrete – gli orari, i programmi, la formazione degli insegnanti – non vanno nella direzione che a livello internazionale era stata negoziata.
Lo studio Pirls 2006 (Progress in International Reading Literacy Study) promosso dall‘International Association for the Evaluation of Educational Achievement (IEA) è un'indagine internazionale intesa alla valutazione delle competenze di lettura e all'analisi delle esperienze familiari e scolastiche che possono influenzare l'apprendimento dei bambini al quarto anno formale di scolarità – secondo una classificazione messa a punto dall'Unesco – che in Italia corrisponde alla quarta primaria.
Il TIMSS, the Trend in International Mathematics and Science Study, è una ricerca promossa dalla IEA, che si basa su rilevazioni periodiche degli apprendimenti degli studenti in matematica e scienze al quarto e all'ottavo anno di scolarità con lo scopo di costruire lo stato dell'arte della valutazione in tali discipline e in tali livelli ogni quatto anni. Il quarto ciclo di misurazioni, TIMSS 2007, si è concluso con la pubblicazione dei rapporti nel dicembre 2008; nel marzo 2009 è iniziato il quinto ciclo (TIMSS 2011), la cui rilevazione avverrà nella primavera del 2011. Le precedenti misurazioni hanno avuto luogo nel 1995, nel 1999 e nel 2003. Fin dal primo ciclo di misure sono stati definiti alcuni indicatori, come le prestazioni medie degli studenti in matematica e in scienze, i benchmark (livelli di riferimento), l'indice di buona scuola e di partecipazione alla vita della classe, l'indice del clima all'interno della scuola.
Questa proposta didattica, che nelle intenzioni del suo autore aveva per destinatari gli studenti di 2° media, può essere utilizzata anche nel biennio dell'Istruzione di II grado, per la ricchezza della riflessione metalinguistica e per l'interesse dei riferimenti pedagogici e didattici che la sorreggono. “…la metafora è diffusa ovunque nel linguaggio quotidiano, e non solo nel linguaggio ma anche nel pensiero e nell'azione: il nostro comune sistema concettuale, in base al quale pensiamo e agiamo, è essenzialmente di natura metaforica.” Secondo George Lakoff e Mark Johnson, Infatti il pensiero metaforico/figurato pervadere il nostro modo di pensare, quale forma privilegiata di organizzazione delle rappresentazioni mentali.
Se, per un Istituto professionale, l'Alternanza costituisce una naturale ‘esportazione' dei propri saperi e competenze in campo esterno, per un Liceo Classico, il Progetto richiede accorgimenti, tali da evitare la sensazione di costituire una sorta di “corpo estraneo“ alle finalità specifiche della formazione liceale, trasformandosi in una eclissi immotivata della Scuola che può generare insofferenza nella componente docente e scarsa consapevolezza in merito al significato formativo dell'esperienza negli stessi protagonisti, gli Studenti.
Secondo Morin, “il filosofo dovrebbe ovunque stimolare l'attitudine critica e l'autocritica, fermenti insostituibili di lucidità, e ovunque incoraggiare alla comprensione umana, compito fondamentale della cultura”. Il fare della filosofia potrebbe sembrare solo metodologico e propedeutico, una cornice necessaria, ma pur sempre cornice, a una più ricca capacità, da parte dello studente, di costruzione del proprio sé e del proprio mondo. Ma è solo questo? Il problema dello studio della filosofia è anche quello della sua rintracciabilità, della sua leggibilità, della sua veicolazione. La prima declinazione di questo problema chiama in gioco la questione dei manuali: che filosofia si legge in questo o quel manuale? Che manuale usiamo, quelli suddivisi per autori, quelli per autori e testi, o quelli per aree tematiche? E quale autore, quello di “sinistra” o quello di matrice “cattolica”?
Sin dalle origini, il cinema è stato affascinato dal mondo della scuola: basta scorrere brevemente un qualsiasi dizionario cinematografico per rendersi conto che le pellicole ambientate in aule scolastiche, college e università, costituiscono un vero e proprio “genere” cinematografico. Del resto, quello scolastico non è solo lo spazio fisico dell'insegnare e dell'imparare, sostanziato di materie, compiti e interrogazioni, ma anche un luogo metaforico, in cui singoli individui e intere generazioni vivono ogni giorno l'avventura della crescita, attraverso l'incontro/scontro col mondo degli adulti, sperimentando conformismo e trasgressione, maturando la propria identità attraverso il confronto, la complicità o l'esclusione. Negli anni trascorsi alle superiori si forma, infatti, la coscienza civile e politica, si fanno esperienze di partecipazione e democrazia, nascono le grandi passioni per le persone e per le idee, si maturano gli ideali etici che sono alla base delle scelte esistenziali.
Descrivo qui di seguito le caratteristiche logico-operative fondamentali del software Semantica, ambiente di lavoro e di riflessione molto significativo, quasi certamente troppo complesso per avere applicazioni didattiche sostenibili ed efficaci, ma in ogni caso molto ricco e promettente sul piano cognitivo. Semantica vuole rappresentare le reti di conoscenza per favorirne il dispiegamento e il trasferimento avendo come riferimento esplicito la teoria delle reti semantiche. Tale teoria si traduce in un modello logico-visivo a sintassi predefinita e come tale facilmente esplicitabile e condivisibile.
Buongiorno, sono la parola scritta su carta. Sono afflitta da profonda e motivata depressione. Vi ho augurato il buongiorno ma non so se sarà così per me. Vedete, sono sopravvissuta all'incendio della biblioteca di Alessandria e ai roghi dei fascisti. Sono perfino sopravissuta nella letteratura stessa e nel cinema (ricordate ‘Fahrenheit 451'?), ma debbo dire che oggi non mi sento troppo bene. So che siete un gruppo che vi occupate di scuola ma non vorrei tediarvi troppo. Mi manterrò quindi nell'ambito scolastico che vi è più familiare. Aggiungo solo che in altri ambiti la situazione non è certo molto più rosea. Provate a pensare ad una rivista e chiedetevi quanto costi inviarla per posta