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INDICE DEI NUMERI

I come informatica
- editoriale n. 37 -

di Lucia Frigerio

 

Non che la parola “informatica” ci fosse piaciuta molto fin da prima - avevamo salutato con discreta soddisfazione la successiva modifica in “tecnologie dell’informazione e della comunicazione” – ma quando l’allora ministro dell’istruzione Moratti ne aveva fatto una delle sue tre bandiere avevamo pensato che avrebbe potuto essere una cosa buona e abbiamo aspettato di vedere come si sarebbe snodata. Ora siamo francamente perplessi, sì, perché le bandiere sono state molto sventolate e poco issate su obiettivi seriamente perseguiti (forse anche “ibili”) e conquistati, ed è solo grazie all’impegno e alla professionalità di singoli insegnanti che la nostra scuola ha potuto continuare il cammino sulla strada delle nuove tecnologie, così indispensabili nella formazione e nell’educazione dei giovani, che per altri versi e altri scopi molto ne sanno già.

Questo il principale impegno del numero 37: dare voce, nell’ambito dei nostri lettori e collaboratori, a tutti coloro che sono stati e sono ancora gli artefici di tale processo di rinnovamento. Il ministero sta procedendo – seppur lentamente - nei progetti per l’acquisto di Lavagne Interattive Multimediali e per la realizzazione di corsi di formazione, ma tali investimenti sarebbero vani senza l’entusiasmo e il volontariato di quei docenti di cui si dice che non fanno altro se non impegnarsi tenacemente per turbare le coscienze delle nuove generazioni, famiglie comprese. Infatti la mole di lavoro per i docenti che vogliono adeguare le loro metodologie didattiche alle nuove tecnologie è enorme: in primo luogo bisogna formarsi, poi progettare e sperimentare e infine diffondere tra i colleghi le conoscenze acquisite, il tutto quasi sempre a costo zero perché i fondi di Istituto sono sempre più esigui.

Gli articoli del focus prendono l’avvio dal pezzo di apertura di Andrea Garavaglia, dell’Università Milano-Bicocca, che in modo molto efficace e significativo mette in luce i principali nodi problematici relativi all’introduzione delle nuove tecnologie nella didattica. L’abbiamo visto come un provvidenziale sasso gettato nello stagno della disattenzione in cui giace la scuola italiana oggi, completamente priva di una “attenta analisi del complesso del sistema scolastico nazionale”.
Abbiamo poi ritenuto utile presentare un contributo sull’utilizzo della LIM nelle scuole superiori e un articolo sulle possibilità didattiche delle applicazioni Google Earth e Google Maps; l’uso della rete permette inoltre scambi a distanza, come viene evidenziato nell’articolo sul gemellaggio virtuale, e il superamento del libro di testo cartaceo (di cui parla l’articolo sul progetto book in progress). Gli insegnanti attenti alle nuove tecnologie possono anche insegnare ai propri alunni a navigare in modo sicuro, come illustra il contributo sul percorso didattico per insegnare come proteggersi dai pedinamenti in rete; infine la rete può essere anche un potente strumento di inclusione, come dimostra l’articolo su webquest e disabilità.

Nelle rubriche altre preziose esperienze di insegnanti ed un interessante pezzo che analizza il modo di agire degli insegnanti a partire da due recenti ricerche sul campo, oltre al consueto Messaggio in bottiglia.


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