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di Silvana Rizzo
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Nellambito delle attività per la promozione del successo formativo e il contenimento della dispersione scolastica che da tre anni si realizzano all I.P.S.I.A. "Roncalli" di Vigevano una particolare attenzione è stata dedicata al Progetto Accoglienza per gli allievi delle classi prime che prevede anche un monte ore extracurricolare gestito dal coordinatore di classe nelle prime settimane di lezione.
Tra le varie attività che vengono suggerite dal gruppo di progetto ai coordinatori cè anche la proposta di somministrare agli allievi un reattivo sulla scuola superiore.
Questattività che ormai viene sperimentata da anni ha offerto molti spunti di riflessione su alcune aeree problematiche che ruotano intorno al tema successo formativo/dispersione: in particolare lattenzione ai singoli e la valorizzazione delle differenze allinterno del gruppo-classe e il ruolo del docente animatore e facilitatore di apprendimento.
Luso del reattivo
ai ragazzi viene consegnato un foglio con un disegno che rappresenta una scuola superiore e viene loro chiesto di scrivere nello spazio sottostante un elenco contenente tutte le cose che vedono.
ai ragazzi viene riproposto lo stesso disegno, stavolta proiettato su lucido, e viene
chiesto di scrivere su un foglio un testo libero che inizia con le parole "Io penso
che....".
Il lavoro deve essere svolto in modo individuale e linsegnante stabilisce i tempi
per lesecuzione del compito.
Ad entrambi i momenti di lavoro individuale fa seguito un confronto collettivo guidato dal
docente che permette di mettere a fuoco aspetti che riguardano i contenuti ma,
soprattutto, aspetti che riguardano la metodologia di lavoro scelta dai ragazzi e
latteggiamento del gruppo-classe verso questo tipo di proposta.
Gli elementi emersi dal confronto possono essere visualizzati su un tabellone o alla lavagna ed essere oggetto di un successivo lavoro sui contenuti (presentazione della scuola e dellindirizzo scelto, illustrazione delle materie presenti nel piano di studio...) o di unulteriore fase di lavoro (mappa delle aspettative...).
Che cosè un reattivo?
"Nel vasto panorama degli strumenti che si utilizzano per sollecitare, attivare, verificare, ecc. processi di riflessione, di apprendimento, di produzione, e così via, un posto importante è occupato dai reattivi. Si tratta di stimoli diversi, verbali o non verbali che, come dice la parola, mirano a far reagire il fruitore in ordine ad un obiettivo sul quale chi amministra il reattivo vuole fare riflettere e riflettere egli stesso.
Caratteristica dei reattivi è che si tratta di stimoli aperti e che richiedono/attendono risposte altrettanto aperte. Per questa ragione il reattivo non vuole verificare un apprendimento, cosa che invece si ha con i test i quali ammettono una sola risposta, quella esatta o che convenzionalmente si ritiene tale."
La citazione è tratta dal testo "La scuola che progetta" (Ed. Tecnodid - 1986 - pag.12) di Maurizio Tiriticco al quale rimandiamo il lettore anche per linteressante e divertente analisi del comportamento docente condotta attraverso luso di 12 reattivi centrati sui diversi momenti delloperare quotidiano.
Perché un reattivo?
La prima domanda dei docenti quando è stata suggerita questa attività è stata
"Come valuto i dati che ricavo?"
Poiché non si tratta di un test linsegnante non ha in mente di verificare
apprendimenti o pre-conoscenze ma ha invece la necessità di conoscere la classe che
rappresenta un serbatoio di risorse con una ricchezza di differenze che dovranno essere
tenute presenti e valorizzate.
Proviamo a vedere quali dati possono emergere da un lavoro di questo tipo: in classe
possono esserci alunni motivati che risponderanno allo stimolo in modo serio e che
attiveranno una loro strategia cognitiva per eseguire il compito. Sarà possibile allora
porre lattenzione su stili diversi come il globale e il seriale, limpulsivo e
il riflessivo, lanalitico e il sintetico: sappiamo, infatti, che nel modo di
costruire la conoscenza alcuni partono dal particolare e arrivano al generale mentre altri
procedono in modo inverso; alcuni privilegiano gli elementi e da questi arrivano al
sistema mentre altri partono dal sistema e arrivano ai singoli elementi.
I ragazzi sono molto interessati ad avere delle spiegazioni sul loro modo di lavorare e
questa riflessione metacognitiva agisce senzaltro come rinforzo alla motivazione.
Può darsi però che alcuni allievi non prendano sul serio il compito e quindi diano
risposte non pertinenti ("io penso che non capisco perché la prof. ci sta facendo
fare questo lavoro"): linsegnante avrà degli elementi in mano per poter
scegliere le modalità di interazione più efficaci per "agganciare" tutti gli
allievi di quel gruppo-classe.
La proposta che facciamo al docente che si accinge ad iniziare un viaggio con una nuova
classe è quella di adottare lo sguardo curioso di un antropologo e di annotarsi quindi
gli elementi che caratterizzano le diverse culture e i diversi stili cognitivi dei suoi
nuovi allievi perché, dallincontro tra diversi linguaggi e diverse modalità di
conoscenza (pensiamo alle conoscenze disciplinari ma anche alla cultura dei saperi
quotidiani) possono nascere, per lui, nuovi sguardi e prospettive inedite anche su luoghi
che sono stati già oggetto di precedenti esplorazioni mentre negli studenti possono
crescere la curiosità e il desiderio di imparare a viaggiare per vedere il mondo...
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di Isabella Pellicanò
Nel percorso iniziato alcuni anni fa dall Ipssc "Oriani" di Milano per migliorare la fase di accoglienza è entrata dallo scorso anno la sperimentazione della settimana a classi aperte. Complici una psicologa che ci ha dato lidea, alcuni educatori di una cooperativa che collabora con listituto, un viaggio in Danimarca e alcuni docenti di buona volontà ci siamo imbarcati in un progetto che è diventato in breve una passione. Intendiamo dire che alcuni di noi si sono appassionati alla sperimentazione ed altri forse lhanno vissuta con sofferenza per le difficoltà e i rischi che sono insiti in qualsiasi percorso che si costruisce senza punti di riferimento certi. Volevamo però superare il problema, creatosi nellanno precedente, relativo alla difficoltà di gestione di una classe formata con il metodo tradizionale di analisi della scheda della scuola media e rivelatasi in realtà, una vera bomba. Nel corso dello scorso anno continuavamo a domandarci cosa si potesse fare per avere classi eterogenee, senza avere una documentazione sullapproccio di alcuni allievi con il mondo della scuola. È un po un tormentone o il nostro leit-motif, ma rappresenta a nostro giudizio il corretto punto di partenza che consente di contenere il fenomeno della dispersione. Abbiamo quindi ipotizzato di cominciare lanno proponendo agli allievi di partecipare alle lezioni organizzati in gruppi variabili che ci avrebbero consentito di trovare la migliore soluzione possibile per la definitiva formazione delle classi. Il progetto è stato illustrato agli allievi e ai loro genitori al loro ingresso a scuola e alla fine del percorso è stato loro sottoposto un questionario per testare il gradimento e il grado di accettazione di tutta la sperimentazione. La fase organizzativa è stata piuttosto breve, ma densa ed ha coinvolto la commissione accoglienza e quella formazione classi insieme ai docenti delle due prime per la condivisione del percorso. Si è pensato di dare ai due gruppi nomi di fantasia, proprio perché nessuno si identificasse con una sezione ed i relativi docenti. I due gruppi sono stati formati tenendo conto di una attenta lettura delle schede della scuola media e dei conseguenti livelli, cognitivo ed affettivo, evidenziati. Il docente coordinatore del progetto si è occupato della gestione delle informazioni e della raccolta di esse attraverso alcune schede di osservazione che i docenti delle classi erano tenuti a compilare ogni giorno o tutte le volte che sembrava loro opportuno evidenziare qualcosa. Ai ragazzi sono state sottoposte attività di vario tipo, dai "test di ingresso dolci" mutuati da un liceo danese e di cui si darà conto più avanti, a giochi di presentazione gestiti dagli educatori. Il docente osservava il comportamento dei ragazzi e cercava di cogliere dalle varie sfumature, emergenti nel corso delle attività, eventuali problemi relazionali o vere e proprie incompatibilità, assieme a una conferma dei livelli cognitivi evidenziati nella scheda. A fine giornata i vari docenti passavano le informazioni al coordinatore e decidevano gli spostamenti di allievi per i giorni successivi. Alla fine della settimana in realtà si contavano non più di tre cambiamenti per classe e un rimpasto del 20% degli allievi. Il gradimento della sperimentazione è stato quasi unanime, se si eccettua un caso, che comunque ci ha fatto capire che va ancor più accentuata la turnazione dei docenti nei due gruppi. Il modulo di accoglienza può essere quindi scandito così:
Primo giorno:
Secondo giorno:
Terzo giorno:
Quarto e quinto giorno:
Sesto giorno:
Naturalmente le attività possono variare a seconda delle risorse disponibili e della tradizione della scuola, ma raccomandiamo di fare attenzione a non esagerare con le "batterie" di test di antica memoria, perché risultano spesso deludenti nel lungo periodo, invece la nostra esperienza ci insegna che attività ludiche come la costruzione di acrostici a partire dal proprio nome e cognome, la drammatizzazione di proverbi e la soluzione di indovinelli consentono di osservare più agevolmente gli allievi e la loro interazione. È comunque importante che le attività ludiche siano presentate non come un gioco fine a se stesso, cosa che creerebbe fraintendimenti in molti allievi e non poche difficoltà di gestione della classe, ma come un modo nuovo di approcciarsi a contenuti diversi riutilizzabili nel corso dellanno. Anche la proposta di lavori basati sullautobiografia deve tener conto che è impossibile riuscire a far esprimere liberamente tutti gli adolescenti sia a causa delletà e del carattere, sia perché il gruppo non è ancora formato e quindi pochissimi desiderano scoprirsi tanto; è opportuno dunque calibrare le proposte e non attendersi subito troppo.
Se la scuola usufruisce di un docente con distacco su Progetti per il successo formativo o di uno psicologo è auspicabile che nelle prime settimane tutti gli allievi siano sottoposti a un colloquio che puntualizzi lapproccio individuale allo studio e alla scuola, gli aspetti motivazionali, la capacità di autovalutazione. Si può anche prevedere un riorientamento per coloro che esprimano un forte senso di disagio rispetto a una scelta che risulti imposta dalla famiglia, naturalmente previa lindividuazione del nuovo indirizzo di studi e il necessario colloquio con i genitori.
Veniamo adesso ai test di ingresso dolci: se pensiamo che nelle prime lesame a cui sono sottoposti i nostri allievi riguarda laspetto cognitivo e quello relazionale, è utile cercare di eliminare una delle maggiori cause di stress che spesso caricano la scuola di significati negativi. Nel liceo danese di Herning i primi giorni di scuola sono destinati ad un progetto di area linguistica che consente di testare le abilità degli allievi in una forma ludica. Il primo giorno di scuola, nellaula di materie linguistiche appositamente organizzata con i banchi riuniti per quattro e ricoperti di carta bianca da pacco, nel corso di un piccolo rinfresco offerto dalla scuola, due docenti invitano gli studenti a organizzarsi in gruppi di due, e a scrivere sul banco la frase più lunga che sanno immaginare. Successivamente i gruppi vengono modificati e le frasi vengono fatte analizzare negli aspetti morfologici. Una volta che vengono individuati soggetto, verbo, complemento oggetto e complementi indiretti, i docenti propongono un breve articolo di cronaca nel quale vanno individuati, in momenti diversi, gli elementi strutturali. La durata di ciascun esercizio è di cinque minuti. Infine viene svolta lanalisi logica di tutto il testo. I docenti hanno la funzione di controllo e di recupero dei contenuti e sono sempre al fianco degli studenti per fornire le spiegazioni richieste. Lultimo esercizio riguarda lanalisi logica, svolta a turno dai vari allievi, della frase più lunga scritta allinizio della lezione. La durata complessiva della prova è di due ore. A conclusione viene distribuito un foglio per lautovalutazione e la rilevazione del gradimento da parte degli allievi, ciò permette una reciproca conoscenza e limmediata impostazione della programmazione curricolare, nonché di eventuali lezioni di recupero. Va puntualizzato che i due docenti che somministrano la prova appartengono alla medesima area e conducono una programmazione parallela nel corso dellanno, proprio per consentire un approccio più consapevole ai contenuti.
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di Adriana Bongiorno*
Nel dicembre 1996, il Ministero della Pubblica Istruzione ha individuato nove città italiane ed ai rispettivi Provveditorati, in collaborazione con le Università locali ,è stato assegnato il compito di costituire un gruppo di lavoro per elaborare dei progetti di orientamento basati su obiettivi specifici a seconda delle diverse realtà scolastiche.
Le città scelte presentano, sicuramente, caratteristiche e problematiche diverse e sono: Roma, Siena, Sassari, Ancona, Palermo, Venezia, Campobasso, Chieti, Reggio Calabria.
Al gruppo di lavoro di Palermo, il cui coordinamento è stato affidato al dirigente scolastico dell Ipsia "E. Medi", è stato assegnato il seguente obiettivo: "Definizione dei principi e delle modalità dei diversi tipi di orientamento, con lindividuazione delle strutture e delle azioni necessarie per avviare e sviluppare tali attività in realtà caratterizzate da carenza di domanda di lavoro e da particolari disagi sociali".
Il progetto, elaborato grazie alle sinergie dei componenti del gruppo tra cui cerano i responsabili degli uffici Educazione alla Salute, Aggiornamento ed Handicap del Provveditorato siciliano, il rappresentante del Rettore dellUniversità e un nutrito numero di docenti di vari istituti di ogni ordine e grado, si è posto le seguenti finalità:
sviluppare la consapevolezza che lorientamento è un processo formativo/decisionale, che attiva una sequenza dinamica e motivazionale in cui sono coinvolte tutte le dimensioni della persona;
individuare le valenze orientative tipiche delle varie discipline e definire i presupposti teorico/metodologici della cosiddetta didattica orientativa;
acquisire conoscenze sulla architettura cognitiva e metacognitiva della mente, sui processi e sugli stili di apprendimento così da stimolare nellalunno la capacità di autovalutazione e di progettazione di un personale percorso di apprendimento;
essere in grado di attivare una rete di rapporti tra scuola e mondo esterno;
sviluppare /consolidare capacità di programmare percorsi flessibili per Unità Orientative trasversali alle diverse discipline per costruire laboratori di orientamento;
essere in grado di utilizzare le moderne tecnologie informatiche per accedere ad una rete conoscitiva che possa essere messa a disposizione del contesto territoriale in cui si opera.
Per raggiungere questi obiettivi si è svolto un corso di formazione per i docenti coinvolti nel progetto, basato sui seguenti presupposti:
ricerca di una stretta integrazione tra contenuti di apprendimento e funzionamento mentale del soggetto che conosce;
ricerca di una identificazione efficace fra contenuti di apprendimento e quelli di lavoro, per questo i problemi affrontati sono stati sempre ricavati dalla realtà.
A questa attività hanno partecipato i docenti dei consigli delle classi prime dei sette istituti di Palermo e provincia di diversi ordini scolastici scelti che, spesso, si sono incontrati con quelli delle altre città per operare confronti e riflessioni sul lavoro svolto e sui risultati conseguiti.
Lattività di formazione dei docenti e di progettazione del lavoro è stata sempre seguita da tutor di comprovata esperienza che, dopo una fase intensiva in cui sono stati elaborati i progetti di accoglienza da sottoporre alle classi, è continuata per tutto lanno scolastico 1997/98 per individuare i materiali da usare per la corretta rilevazione dei dati diagnostici e poi le modalità di efficace lettura ed utilizzo degli stessi attraverso operazioni incrociate di rilevazioni diverse.
Questo gruppo di lavoro ha operato nelle classi nel periodo settembre/marzo dellanno scolastico 1997/98 producendo sia strumenti didattici che questionari per il monitoraggio dellintera attività ed ha cercato di sistematizzare ogni tipo di materiale per sfruttarne la riproducibilità che permetterà così la circolazione e lutilizzo nei vari istituti.
È importante segnalare che per la realizzazione del progetto si è rivelata preziosa lattività di formazione destinata ai docenti degli Istituti Professionali nellambito dei programmi finanziati dall Unione Europea e finalizzati alla lotta contro la dispersione scolastica.
LIpsia "E. Medi", partecipando a questa attività, ha realizzato il Progetto Crisalide in sette classi prime, configurato in una serie di attività strutturate e finalizzate a:
accogliere gli alunni nel nuovo contesto scolastico;
avviarli a processi di crescita (cognitiva, affettivo-relazionale, motivazionale) attraverso procedure multi ed interdisciplinari;
potenziare abilità di base e metodo di studio;
accendere centri dinteresse con percorsi di lavoro fortemente motivanti.
Il nome "Crisalide" scelto per il progetto, certamente rimanda ad un organismo che ha tutte le potenzialità della crescita e del rinnovamento e che è pronto a dischiudersi a nuove forme di sapere, di saper essere e saper fare, per questo il momento dellaccoglienza viene interpretato non come semplice fase di conoscenza e/o presa di contatto con una nuova realtà scolastica ma come larticolarsi di tante attività che investono le prime cinque settimane di scuola e che divengono base necessaria per ulteriori itinerari di lavoro.
In particolare, alle attività si alternano test di tipo:
cognitivo,
sociometrico,
relativi alle strategie ed agli stili di apprendimento,
relativi alle abilità primarie utilizzando attività ludiche e socializzanti che permettono la conoscenza degli spazi e dellorganizzazione della scuola.
A queste si affiancano:
la definizione collettiva del con-tratto formativo
la definizione di un decalogo dello studente: "Come essere bravi senza essere geni".
Il Consiglio di classe, con compiti individuati e suddivisi tra i docenti, sviluppa le attività nelle prime cinque settimane e poi durante lanno scolastico quando è stato necessario un richiamo o un consolidamento. In base poi ai dati dingresso (motivazionali, cognitivi e così via ) procede alla "triangolazione" dei dati e alla stesura dei singoli profili degli alunni e del profilo della classe. Definisce quindi priorità educative, obiettivi affettivi, cognitivi, trasversali, generali e minimi, e i criteri di valutazione, elabora strategie e metodologie comuni volte a potenziare:
motivazione e senso di appartenenza
abilità di base.
* preside allIpsia "E. Medi" di Palermo
| I docenti interessati ai materiali
ed agli strumenti prodotti per conoscere meglio il "Progetto Crisalide" possono
rivolgersi allIpsia "E. Medi" di Palermo. La redazione di PRAGMA invita le scuole che hanno partecipato al gruppo di lavoro a inviare i materiali relativi ai progetti svolti nelle altre città e le riflessioni dei docenti coinvolti per sviluppare il dibattito su questo argomento. |
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di Elisa Liuzzi*
Spesso è stato registrato un vero e proprio disagio, da parte degli alunni in entrata,
davanti alle richieste della scuola superiore in termini di qualità e quantità dello
studio. Emerge cioè un diffuso disorientamento dei ragazzi, una difficoltà generalizzata
di concentrazione ed una scarsa abitudine allautointerrogazione e alluso di
organizzatori semantici.
Ecco allora che colmare questo bisogno formativo primario significa aiutare gli alunni non
solo a gestire in modo sistematico e costante il proprio studio, ma anche a contenere la
propria ansietà di fronte a situazioni e problemi nuovi.
Sul metodo di studio si gioca la vera organizzazione della classe, inoltre
losservazione delle modalità di apprendimento in una situazione privilegiata offre
al docente ulteriori e preziose informazioni, per modificare la propria programmazione e
"mirare" il proprio intervento didattico.
Per questi motivi il lavoro sul metodo di studio non può rimanere un fatto isolato, una
fantasia di un solo docente, ma deve essere condiviso dallintero Consiglio di
Classe, seppur nello specifico di ogni disciplina.
Lesperienza qui presentata intende testimoniare un tentativo di applicazione del modello didattico metacognitivo. Si tratta di unattività interdisciplinare sul metodo di studio realizzata con una classe prima di un istituto tecnico industriale ad indirizzo scientifico tecnologico. Essa è stata strutturata in due moduli di sei ore ciascuno, il primo condotto dai docenti di Lettere e di Fisica/Chimica, il secondo dai docenti di Inglese e di Scienze della Terra.
Collocata in orario pomeridiano allinizio dellanno scolastico 1997/98, è stata concordata dai docenti del Consiglio di Classe sulla base dei risultati di un questionario dingresso sulle strategie di apprendimento (QSA di M. Pellerey).
Premessa
Il primo presupposto di questo intervento sugli alunni della classe iniziale del corso di studi è linsegnabilità del metodo di studio, il secondo che il metodo di studio rimane comunque una questione individuale e soprattutto non separabile dal lavoro disciplinare. Pertanto nel modulo è stato proposto un itinerario di studio che lalunno doveva applicare in modo critico e riutilizzare per lapprendimento dei contenuti disciplinari.
Obiettivi
Acquisizione generale (conoscenza, comprensione, applicazione) delle principali abilità del metodo di studio; acquisizione della capacità di autointerrogarsi e di individuare la struttura logica di un testo; rimotivazione allo studio; controllo della ansietà e del senso di inadeguatezza rispetto alle richieste della scuola superiore.
Contenuti
Individuazione ed evidenziazione della struttura del testo (capoversi ed enunciato sintetico, titolazione), delle informazioni principali e secondarie, dei nessi logici e schematizzazione.
Descrizione dellintervento
1° incontro
Il lavoro sul metodo di studio è stato proposto agli alunni tenendo in particolare
considerazione le loro esperienze pregresse e utilizzando la discussione collettiva degli
esercizi, come momenti di apprendimento privilegiati.
In questa prima fase, si è cercato di evidenziare la necessità di un piano chiaro di
lavoro, che si presti ad essere utilizzato agevolmente sia per le discipline umanistiche
sia per quelle scientifiche, adattato con opportuni accorgimenti allo specifico delle
materie; pertanto sono stati presentati alcuni lucidi da parte dei docenti per agevolare
luso degli strumenti di base e gli esercizi proposti, tratti da un manuale
specifico, scelti relativamente alle due aree.
Obiettivo: individuazione di struttura, capoversi, argomento e tesi di fondo.
Esercizi sul manuale: testi di storia e di biologia; esercitazione sulle fotocopie di un capitolo di storia che, utilizzato a diversi livelli di difficoltà nelle tre fasi, ha assicurato una certa continuità e completezza del lavoro.
Lettura, divisione per argomenti e titolazione (paragrafazione) di un capitolo in cui erano stati eliminati i segnali forti del testo (titoli, sottolineature, paragrafi, immagini), correzione collettiva e relativa discussione.
2° incontro
Obiettivo: individuazione ed evidenziazione delle informazioni principali e secondarie.
Esercizi sul manuale: testi di chimica e storia; esercitazione sulle fotocopie: riconoscimento e sottolineatura delle frasi principali; correzione collettiva tramite lucidi, riconoscimento delle frasi secondarie e della loro tipologia; correzione collettiva per mezzo dei lucidi e relativa discussione guidata.
3° incontro
Obiettivo: individuazione dei nessi logici.
Esercizi sul manuale: testo di biologia, correzione collettiva. Questa
terza fase è stata conclusa nel laboratorio dinformatica e ha offerto una
situazione "ludica" di apprendimento, sollecitando ulteriormente il confronto e
la collaborazione da parte dei gruppi di lavoro.
Lesercizio realizzato con un software consisteva in un gioco di "pesca"
dei connettivi sul testo di storia.
Verifica: si è pensato di assegnare un testo in cui sono stati annullati i titoli ed i paragrafi. Gli alunni li hanno ricostruiti, evidenziando le informazioni principali e secondarie e i connettivi. Sono inoltre state proposte delle domande di comprensione del testo.
Litinerario di studio è stato poi concluso dal lavoro dei colleghi di Inglese e Scienze della Terra che hanno concentrato il loro intervento in particolare sullacquisizione, da parte degli studenti, dellabilità della "rielaborazione", proponendo agli alunni esercizi di schematizzazione, di confronto e di costruzione di tabelle e grafici.
Per monitorare la ricaduta del progetto, che ha coinvolto tutte le prime classi dellistituto, è stato alle stesse somministrato un questionario. Le risposte hanno evidenziato un giudizio positivo (80%) e lintenzione di approfondire lesperienza anche nel secondo anno (58%).
Una particolare riflessione nasce dalla osservazione di due risultati: il primo relativo al ridotto intervento sul metodo di studio da parte della scuola media ed il secondo riguarda lutilizzo personale del manuale adottato per un esiguo numero di studenti.
Le osservazioni dei docenti e le risposte al questionario da parte degli alunni hanno poi motivato la ripresentazione del progetto per la.s.98/99 secondo il modello seguente:
svolgimento delle lezioni in orario antimeridiano;
docenti coinvolti in compresenza;
abbinamento tra un docente dellarea umanistica e un docente dellarea
scientifica;
durata variabile a seconda della necessità della classe;
inizio dellintervento sul metodo di studio previsto per i primi giorni di
ottobre.
* docente allITIS "L. Geymonat" di Tradate (VA)
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di Maria Bianchin, Ezio Busetto, Maurizio Milani*
Una delle priorità che il gruppo di docenti coinvolto nella sperimentazione Progetto 2002 ha voluto esplorare durante lanno scolastico 1997/98 è stata quella dellacquisizione o del rinforzo, da parte degli allievi, di un metodo di studio inteso come uno strumento di lavoro che può accompagnare il loro percorso scolastico per più anni e garantire, se ben adoperato, una percentuale considerevole di successo. Dalle osservazioni fatte nei precedenti anni scolastici, in particolare durante gli interventi didattici integrativi, avevamo tratto la conclusione che la più alta percentuale di insuccesso scolastico era strettamente legata alla modalità di scrittura, di tenuta e di lettura degli appunti. Ma un allievo senza appunti è come un operaio senza attrezzi. Ed un allievo senza buoni appunti è votato allinsuccesso.
Una seconda osservazione che avevamo condiviso era la seguente: se volessimo raccontare ai colleghi il lavoro realmente svolto in un anno, cosa racconteremmo? Quando viene svolta una lezione in classe, una visita guidata, un incontro con operatori, una attività pratica, lunica cosa che spesso rimane allinsegnante è una brevissima nota sul registro; e allallievo, troppo spesso preso ad ascoltare, guardare o altro, non rimane che qualche nota sul foglio.
Abbiamo pertanto deciso di dedicare agli appunti 12 ore dellarea di integrazione coinvolgendo gli allievi delle due classi prime sperimentali del nostro istituto; nel primo trimestre abbiamo effettuato un intervento, poi rinforzato, sulla motivazione e modalità di presa degli appunti mentre nel secondo trimestre abbiamo avviato la costruzione di una dispensa che, per ogni disciplina, illustrasse le informazioni trasmesse, le attività svolte, gli esercizi per casa. In questo modo era possibile raccogliere in un fascicolo gli argomenti affrontati in classe e, contemporaneamente, controllare la quantità e la qualità degli appunti raccolti dagli allievi. La prima parte dellintervento "Come e perché prendere appunti" è stata attuata dai professori di Italiano e di Scienze Agrarie nel primo trimestre.
1. Perché prendere appunti
La classe è stata divisa in due gruppi ai quali sono stati affidati rispettivamente i compiti di simulazione e di osservazione di unesperienza di vita quotidiana (esempio: sei alla stazione e stai aspettando un treno; ti comunicano che è in notevole ritardo; come reagisci? Il gruppo di osservazione deve osservare lo stile di attesa e la reazione alla notizia indesiderata).
Alla simulazione e allosservazione ha fatto seguito un confronto collettivo nellambito del quale sono state messe a fuoco le seguenti riflessioni generali:
Nel corso di questa esperienza gli allievi sperimentano che prendere appunti non è una semplice attività di trascrizione di ciò che si è appena visto o udito ma che si prendono appunti per:
a) riuscire nella personale comprensione e creatività (il passato);
b) concentrarsi meglio (il presente);
c) utilizzare nuovamente le informazioni (il futuro).
2. Come si prendono gli appunti
Agli allievi vengono fornite fotocopie di tre modelli di appunti:
Ogni allievo viene invitato ad analizzare i materiali predisposti per individuare quale modello si avvicina di più al proprio stile.
3. Che cosa succede ai miei appunti?
Nella terza parte si presenta un possibile schema di appunti della lezione appena terminata.
In conclusione si invitano gli allievi a fare altrettanto.
Riportiamo nella pagina successiva alcuni dei questionari utilizzati in questa prima fase.
La seconda parte dellintervento "cosa fare degli appunti" ha avuto luogo nel secondo trimestre e ha coinvolto quasi tutti i docenti della classe. In un primo momento 10 docenti hanno raccolto tutti gli appunti di tutti gli allievi relativamente alla propria disciplina e li hanno valutati in base a:
In una seconda fase gli allievi delle due classi sono stati suddivisi in 10 gruppi di quattro alunni ciascuno. Ogni gruppo aveva il compito di raccogliere gli appunti di una sola disciplina e di trascriverli al computer utilizzando il programma Word. Una prima stesura poteva essere semplice, la seconda doveva contenere particolari tipografici (sottolineature, evidenziazioni in grassetto, variazione di dimensioni e/o carattere). Alla fine tutti i 10 docenti coinvolti, che hanno assistito in aula computer il proprio gruppo di lavoro, hanno ricevuto una copia dei propri appunti. Su 40 allievi, 24 hanno fornito appunti costruiti e mantenuti in modo accettabile, buono o ottimo.
Non sono mancate sorprese sia positive (docenti soddisfatti della quantità e della qualità del lavoro svolto e raccolto dagli allievi) sia negative (docenti che si rendevano conto che di tutto il lavoro svolto in un trimestre rimanevano pochi fogli di appunti di qualità non eccellente).
Riguardo a questo lavoro, che intendiamo ripetere e affinare per il prossimo anno, è sorta la consapevolezza che tale intervento chiarisce e quantifica i contenuti essenziali di ogni disciplina; operazione, questultima, che va verso la semplificazione dei programmi e levidenziazione di nodi concettuali irrinunciabili.
*docenti allIpsia "A. Della Lucia" di Feltre (BL)
| QUESTIONARIO n° 1 | |
| In quale delle seguenti situazioni ti sei trovato? Segnale con una X | |
| 1. Non riesco a trovare gli appunti che cerco | |
| 2. Trovo gli appunti ma non riesco a leggere, perché scritti in fretta | |
| 3. Riesco a leggere appunti ben scritti, ma non ne ricordo o capisco il significato | |
| 4. Gli appunti non contengono linformazione che cerco perché sono troppo schematici | |
| 5. Gli appunti sono troppo ricchi di informazioni, tra cui non distinguo subito ciò che mi serve | |
| QUESTIONARIO n° 2 | |||
| Quanto è probabile che tu prenda nota di qualcosa nelle seguenti situazioni? Ad ogni riga segna con una X sotto una sola colonna corrispon- dente a Molto Probabile (MP), Probabile (P), Poco Probabile (PP). | |||
| 1. Lezione di un tuo docente | MP | P | PP |
| 2. Relazione di un esperto esterno in classe | MP | P | PP |
| 3. Osservazione in un esperimento di laboratorio | MP | P | PP |
| 4. Lavoro in campo | MP | P | PP |
| 5. Discussione di gruppo con un docente | MP | P | PP |
| 6. Discussione sulla materia con compagni di classe in assenza di docente | MP | P | PP |
| 7. Conversazione sulla materia con famigliari | MP | P | PP |
| 8. Lettura di libri della materia | MP | P | PP |
| 9. Lettura di riviste su argomenti della materia | MP | P | PP |
| 10. Ascolto di televisione o radio su argomenti della materia | MP | P | PP |
| QUESTIONARIO n° 3 | |
| Poni una X per le situazioni che riflettono una tua abitudine. | |
| 1. Do sempre un titolo ai miei appunti, indico la data e la situazione. | |
| 2. Riesco a leggere la mia scrittura | |
| 3. Utilizzo una serie di abbreviazioni che poi riesco ad interpretare | |
| 4. Lascio spazi bianchi tra le righe ed ai margini | |
| 5. Utilizzo elenchi con numerazione dei sottocapitoli | |
| 6. Utilizzo minuscole e maiuscole con precisi scopi | |
| 7. Sottolineo parole o frasi | |
| 8. Utilizzo figure o diagrammi per evitare parole difficili o difficilmente riassumibili | |
| QUESTIONARIO n° 4 | |
| Metti una X in corrispondenza dei comportamenti che ritieni applicabili al tuo caso. | |
| 1. Riscrivo subito gli appunti presi oggi | |
| 2. Conservo insieme gli appunti relativi allo stesso tema, indipendentemente dalla situazione (aula, laboratorio, strada) o tempo (ieri, un mese fa,un anno fa) in cui li ho presi | |
| 3. Conservo gli appunti in un raccoglitore ad anello | |
| 4. Confronto gli appunti tra i miei compagni su una stessa lezione | |
| 5. Rileggo gli appunti | |
| 6. Riscrivo vecchi appunti per aggiornarli | |
| 7. Ritorno su vecchi appunti in vista di una prova | |
| 8. Riscrivo vecchi appunti per sintetizzarli | |
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di Gabriella Margara*
Questo progetto nasce nellambito del "Progetto 2002", sperimentazione caratterizzata da una maggior flessibilità organizzativa e didattica, da una riduzione dellorario dalle 40 alle 34 settimanali e dalla presenza di unarea di integrazione finalizzata alla conoscenza del territorio e al rapporto con il mondo del lavoro.
Lattenzione al rapporto con il territorio, più volte promossa dallIpsct "Giolitti" di Torino, e lesigenza da parte dei servizi socio-culturali di sviluppare una maggior cultura di integrazione fra pubblico e privato ha portato alla realizzazione del progetto "Explora".
Lintento è quello di proseguire le esperienze di progetti comuni tra scuola e territorio favorendo un percorso di ricerca-azione incentrato sullindividuazione di azioni in grado di scatenare, attraverso il connettersi dei diversi attori sociali, un modo diverso di rappresentare e conoscere il territorio, al punto di alimentare un più forte senso del sociale e quindi generare ulteriori azioni, letture e appartenenze. Letture "originali ed inedite", di sicuro interesse per tutti coloro (enti e responsabili di servizi) che ogni anno sono chiamati a ricercare, progettare e discutere sulla realtà di questo quartiere che è in continua trasformazione.
Obiettivi
A chi è rivolto
Attori
Durata
Da dicembre 97 ad aprile 98, per un totale di 40 ore: circa 10 nel periodo dicembre 97 e le restanti 30 ore tra gennaio ed aprile 98.
IL PROGETTO
Il progetto si suddivide in tre fasi operative ed una finale.
Prima fase: presentazione del progetto, "mappatura di partenza" svolta con attori privilegiati e prima rielaborazione dati.
Seconda fase: ricerca attiva attraverso incursioni esplorative sul territorio presentate come gioco, assemblaggio materiali informativi, fotografici, video e rielaborazione dati in spazi/lavoro.
Terza fase: realizzazione della mappatura finale corredata di un opuscolo di sintesi, di una mostra fotografica e un video sul territorio, modello "itinerario turistico nella Circoscrizione 9" da utilizzare per il finale e da tenere come "banca dati" della scuola.
Finale: presentazione del lavoro (mappatura, opuscolo, foto, film a itinerario turistico) a tutta la scuola ed ai referenti delle aree di interesse.
PRIMA FASE
CONTENUTI E MODALITÀ
PRESENTAZIONE
a cura degli attori coinvolti
Contenuto: presentazione del progetto "Explora" spiegando i motivi che hanno portato lIpsct "Giolitti" a promuoverlo, gli obiettivi da raggiungere, il percorso che si seguirà e la durata. Realizzazione di un "gioco di presentazione" che avrà il duplice obiettivo di far capire ai ragazzi su quale area lavoreranno, dove sono collocati tutti gli attori coinvolti e cosa significa partecipare attivamente ad un lavoro.
Metodologia: la presentazione si rivolge ad entrambe le classi coinvolte. Da effettuare in un luogo spazioso. Apertura e presentazione da parte della scuola che in 10 deve brevemente spiegare il progetto e introdurre la presentazione degli attori del pubblico e del privato coinvolti, i quali hanno a disposizione 15 per dire chi sono e di quale settore si occuperanno. I restanti 25 sono impegnati dal "gioco di presentazione" che ha come obiettivo realizzare 3 mappe del quartiere per ciascun classe coinvolta.
MAPPATURA DI PARTENZA DEI SERVIZI PUBBLICI
a cura dellUfficio di Animazione Culturale della Circoscrizione 9
Contenuto: cosè la Circoscrizione?
Restituzione da parte delléquipe di una risposta semplice ma che tenga conto dei
tre aspetti sotto elencati e proposta di proseguimento dei lavori (elaborazione di una
tesina sul tema della circoscrizione e dei servizi pubblici):
Territorio e storia, partecipazione al governo del territorio, diritto di
cittadinanza, ecc..
Organismo politico amministrativo, la Circoscrizione ed il Comune, il decentramento
(un po di storia e/o caratteristiche odierne), competenze attuali e future.
I servizi, Centro o più centri di servizi al cittadino, quali i servizi e le
strutture nel territorio.
Metodologia: ci si rivolge ad una sola classe per incontro. Presentazione, lavoro in piccoli gruppi e rimando finale con "mappatura di partenza", su una delle tre mappe della circoscrizione, dellarea presa in esame.
MAPPATURA DI PARTENZA DEL PRIVATO SOCIALE
a cura della Cooperativa Terra Mia
Contenuto: cosè il privato e cosè il sociale? Cosa vuol dire privato sociale? Presentazione delle realtà del terzo settore che lavorano nel sociale.
Restituzione da parte della cooperativa di una risposta semplice che tenga conto della propria esperienza e delle aspettative dei ragazzi e proposta di proseguimento dei lavori (elaborazione di una tesina sul tema del privato sociale).
Metodologia: ci si rivolge ad una sola classe per incontro. Da effettuare nella loro aula. Presentazione, lavoro in piccoli gruppi e rimando finale con "mappatura di partenza", su una delle tre mappe della ciscoscrizione, dellarea presa in esame.
MAPPATURA DI PARTENZA DEL TURISMO E DEL TEMPO LIBERO
a cura della Cooperativa Giovanile K2
Contenuto: turismo, cosa vuol dire, cosa comporta? In generale e sul territorio; io cosa faccio e/o cosa potrei fare; gli altri (definire gli altri) cosa fanno e/o cosa potrebbero fare? Tempo Libero, cosa vuol dire, cosa comporta ? In generale e sul territorio io cosa faccio e/o cosa potrei fare; gli altri (definire gli altri) cosa fanno e/o cosa potrebbero fare? Presentazione di alcune realtà "importanti" del turismo sociale e privato, del tempo libero presenti nel territorio. Restituzione da parte della cooperativa di una risposta semplice che tenga conto della propria esperienza e proposta di proseguimento dei lavori (elaborazione di una tesina sul tema del turismo e del tempo libero).
Metodologia: ci si rivolge ad una sola classe per incontro. Presentazione, lavoro in piccoli gruppi e rimando finale con "mappatura di partenza", su una delle tre mappe della circoscrizione, dellarea presa in esame.
PRIMA VERIFICA
a cura delléquipe completa con i ragazzi
Contenuto: verifica sul lavoro svolto da ogni attore.
Metodologia: rivolto alléquipe ed ai ragazzi coinvolti. Da effettuare in unaula. Breve relazione del lavoro di ogni realtà, rimando delle impressioni, raccolta ed elaborazione delle tesine.
SECONDA VERIFICA
a cura delléquipe completa senza i ragazzi
Contenuto: verifica sul lavoro svolto da tutti i soggetti coinvolti e preparazione per la 2°fase del progetto.
Metodologia: rivolto solo agli attori coinvolti. Da effettuare in unaula. Divisa in due giornate: durante la prima breve relazione del lavoro di ogni realtà, rimando delle impressioni, elaborazione delle tesine; durante la seconda preparazione ed avvio dei lavori per la 2° fase del progetto.
SECONDA FASE
CONTENUTI E MODALITÀ
PRESENTAZIONE DEL GIOCO
a cura degli attori coinvolti
Contenuto: presentazione del gioco, (la parte più consistente del progetto, per il numero di ore e limpegno richiesto sia agli studenti sia agli insegnanti. Suddivisione dei ruoli da simulare e calendarizzazione delle uscite e luoghi scelti.
Metodologia: la presentazione sarà effettuata in una classe per volta.
IL GIOCO
a cura degli studenti e gli insegnanti
Contenuti: scoperta e conoscenza del territorio della circoscrizione 9, appropriazione degli strumenti atti a conoscere e scoprire qualsiasi altro territorio, stimolo e sviluppo delle loro capacità critiche e di analisi.
Metodologia: gli insegnanti dovranno stimolare i ragazzi durante le simulazioni proposte nel gioco, che prevede lutilizzo di "carte ad identità " (modello-categoria di cittadini) nella quali gli studenti dovranno identificarsi per risolvere dei problemi che li costringeranno a muoversi sul territorio per ottenerne la soluzione. La carta sarà corredata da una sorta di "pass" che permetterà ai ragazzi una opzione in "più" (un bonus per fare una intervista a un "pezzo grosso" responsabile, capufficio, e così via).
| IPOTESI DI PERSONAGGI PER IL GIOCO | |
| Area circoscrizione e
servizi pubblici
Area sociale
Area turismo e sport |
l pensionato Il disabile Il giovane disoccupato Il malato Il politico Il comunale Gli innamorati Il tipo sportivo |
Ogni esperienza dovrà poi essere verbalizzata ed elaborata negli spazi di rielaborazione in programma. Gli insegnanti dovranno inoltre stimolare e richiedere la stesura di una tesina finale per ogni esperienza svolta e raccogliere il materiale.
LA RIELABORAZIONE
a cura dei ragazzi
Contenuti: durante la rielaborazione verranno forniti ai ragazzi degli strumenti che li stimolino allosservazione e alla conseguente narrazione e stesura di verbale, per una successiva valutazione e sintesi delle esperienze fatte.
Metodologia: attività da svolgere nelle singole classi, nelle rispettive aule.
Dopo ogni uscita è previsto un tempo per la rielaborazione che prevede due passaggi:
un "questionario" strutturato con domande obbligate, con
lobiettivo di stimolare losservazione, lanalisi e la sintesi.
stesura di un elaborato per ogni uscita, e di una nota conclusiva
dellelaborazione dei dati che condurrà allelaborazione dellopuscolo
finale ed alla costituzione dei gruppi di interesse.
RIELABORAZIONE COMPLESSIVA
a cura dei ragazzi, con gli insegnanti e qualcuno del privato o del sociale
Contenuti: rimando dellesperienza compiuta nelle diverse aree, rielaborazione e lettura sotto diversi punti di vista.
Metodologia: conduzione dei lavori da parte dei tecnici: seguono i lavori divisi per gruppi, per la rielaborazione finale che dovrà essere poi verbalizzata.
VALUTAZIONE E VERIFICA DEL LAVORO SVOLTO
a cura degli studenti, dellinsegnante e qualcuno delléquipe
Contenuto: verifica della seconda fase e discussione insieme ai ragazzi, costituzione dei gruppi di interesse.
Metodologia: rivolto alle singole classi. Da effettuare in unaula.
Relazione del lavoro fatto in classe, rimando delle impressioni, visione ed elaborazione dei materiali cartacei, video e filmati prodotti durante le esperienze. Discussione e preparazione della 3° fase, che deve avere i ragazzi come protagonisti.
VERIFICA
a cura di tutti gli attori coinvolti
Contenuto: verifica della seconda fase.
Metodologia: rivolto solo agli attori coinvolti. Da effettuare in unaula.
Breve relazione del lavoro fatto in classe, rimando delle impressioni, visione ed elaborazione dei materiali cartacei, video e filmati prodotti durante le esperienze. Discussione e preparazione della terza fase.
TERZA FASE
CONTENUTI E MODALITÀ
Da definire in itinere con i ragazzi
Obiettivi: realizzazione della mappatura finale corredata di un opuscolo di sintesi, di una mostra fotografica e un video sul territorio, modello "itinerario turistico nella Circoscrizione 9" da utilizzare per il finale e da tenere come "banca dati" della scuola.
FINALE
CONTENUTI E MODALITÀ DEL FINALE
Da definire in itinere con i ragazzi.
Obiettivi: presentazione del lavoro (mappatura, opuscolo, foto, film a itinerario turistico) a tutta la scuola ed ai referenti delle aree di interesse.
*docente allIpsct "G. Giolitti" di Torino
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di Paolo Madile ed Emanuele Bertoni*
Lunità didattica proposta "Circuiti Applicativi degli Amplificatori Operazionali" si riferisce al Modulo 1 di Esercitazioni Pratiche del 3^ anno del corso Operatori Elettronici.
Vengono qui messe in luce le tecniche impiegate per lapprendimento basato sulla realizzazione pratica e verifica/collaudo di un circuito elettronico con la presentazione anche di alcuni lavori realizzati dagli allievi stessi. Per quanto riguarda le considerazioni iniziali e le premesse sulle modalità si faccia riferimento a quanto esposto nellarticolo del gennaio 97.
obiettivi
In questa unità didattica ci si prefigge di realizzare e verificare il comportamento dei circuiti integratori e derivatori con Amplificatore Operazionale. Gli obiettivi possono pertanto così sintetizzarsi:
contenuti
Prerequisiti
STRUMENTI DI LAVORO
metodologia
LE FASI DELLUNITÀ
Di seguito si propongono, in modo piuttosto sintetico, le varie fasi previste.
FASE 1 (20 minuti)
Vengono riproposti, tramite opportune slides, i circuiti integratore e derivatore passivi, analizzati in classe seconda. Agli allievi vengono consegnate, per una analisi più approfondita, le relazioni tecniche redatte in tale occasione.
FASE 2 (30 minuti)
Con due slides si evidenziano i circuiti dellintegratore (SLIDE 1.1)
e del derivatore e le relative formule di progetto mettendo in luce il diverso
comportamento che i circuiti stessi hanno in funzione del valore della frequenza del
segnale di ingresso.
FASE 3 (30 minuti)
Dimensionamento del circuito in funzione delle seguenti specifiche (integratore):
ft = 700 Hz
A = 10 alle basse frequenze
FASE 4 (30 minuti)
Predisposizione di due tabelle analoghe a quella riportata (integratore) che andranno
opportunamente completate ipotizzando di applicare allingresso un segnale quadro
bidirezionale avente Vipp = 1 V (integratore) e un segnale triangolare bidirezionale Vipp=
1 V per il derivatore.
Vup è il valore della tensione di picco prelevabile in uscita rispettivamente calcolato,
mediante simulazione ed infine tramite la misura in fase di collaudo con oscilloscopio sul
circuito realizzato.
Ora gli allievi sono in grado di completare la prima colonna.
FASE 5 (60 minuti)
La simulazione al PC dei due circuiti permette agli allievi di verificarne il corretto funzionamento e di completare la seconda colonna della tabella precedente. Viene in questa occasione messa in luce limportanza della simulazione, prima della realizzazione del prototipo, fase questa che viene effettuata sempre maggiormente in tutti i campi visto la notevole potenza di calcolo e il basso costo dei PC e dei software dedicati.
Agli allievi è richiesta una prima analisi dei dati consistente nel confrontare i
valori delle due colonne e commentare le eventuali differenze.
Nella figura 1 viene proposto un esempio di simulazione del circuito integratore.
Il programma di simulazione permette inoltre di determinare la risposta in frequenza (diagramma di Bode) del circuito e quindi di verificarne il funzionamento come filtro ricavando la frequenza di taglio.
Nelle figure 2 e 3 viene proposta tale simulazione. In questo caso loscilloscopio
è stato sostituito da uno strumento chiamato Bode plotter.
Nelle figure 4 e 5 si riportano i disegni di progetto della scheda realizzati da un allievo nel corrente anno scolastico mediante luso di strumenti informatici.
Gli studenti hanno realizzato una scheda prototipo che è stata sottoposta a collaudo finale. Il relativo circuito stampato è stato progettato senza luso di strumenti informatici.
Fase 5 (ore 2)
Ora gli allievi devono verificare il funzionamento dei due circuiti completando la
terza colonna della tabella data in precedenza.
Qualora il collaudo dia esito negativo gli allievi dovranno fare una esercitazione suppletiva di ricerca guasti autonoma, eventualmente, in caso di difficoltà, guidati dal docente.
Fase 6 (30 minuti)
Analisi comparata dei risultati dei calcoli, della simulazione e delle misure sul circuito realizzato.
Questa fase risulta di estrema importanza in quanto permette agli allievi di
confrontare in modo critico i risultati ottenuti ed in caso di notevole discordanza
determinarne e giustificare le cause.
Fase 7
Viene fornito agli allievi il Test di uscita per la verifica del grado di apprendimento dellunità didattica esaminata (il tempo va calcolato in funzione del numero di item proposti e della loro complessità ). Il test prevede domande a risposta multipla e a completamento. Ad ogni domanda è stato associato un punteggio. Gli item sono finalizzati alla verifica di tutti gli obiettivi previsti nella fase iniziale di programmazione.
Nelle tabb. 3 e 4 si propongono come esempio due item.
OSSERVAZIONI FINALI
Lapprendimento attraverso la sperimentazione è sicuramente una metodologia
didattica di fondamentale importanza in quanto permette di ottenere risultati non
facilmente conseguibili impiegando un metodo tradizionale impostato sullo sviluppo di
lezioni frontali. Si è constatato infatti un aumento significativo delle motivazioni e
dellinteresse da parte
degli allievi in quanto si sentono più attivi e partecipi nello svolgimento delle
lezioni. Questa metodologia permette agli allievi di contribuire, ciascuno con le proprie
capacità e competenze, alla realizzazione finale di una unità didattica da cui quindi
traggono gli stimoli per un apprendimento più puntuale e sicuro.
*docenti allIpsia "DAronco" di Gemona del Friuli (UD)
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di Rosaria Deponti e Angela Pominelli*
Il modulo risponde alla finalità generale di cogliere lo specifico della comunicazione teatrale e prevede per il suo svolgimento una durata di due mesi circa.
Fasi del modulo:
Dal testo narrativo scritto al testo teatrale scritto: confronto, individuazione delle
caratteristiche comunicative.
Dal testo teatrale scritto alla rappresentazione scenica.
Interiorizzazione e critica.
Esplicitazione delle fasi
Fase 1
Un esempio di possibile sviluppo della prima fase è dato dal confronto tra la novella
"Cavalleria rusticana" di G. Verga e la relativa trasposizione in testo
teatrale.
La lettura, di entrambi i testi, in classe, è avvenuta mediante lassegnazione di
parti specifiche agli alunni, in modo tale che essi cogliessero dei personaggi le
caratteristiche, gli ideali presentati, il ruolo scenico e provassero ad immedesimarsi in
essi.
Questo può servire per compiere il primo approccio, emozionale, al testo teatrale.
Fase 2
In occasione al "Piccolo Teatro" di Milano de "Storia di una gabbianella
e del gatto che le insegnò a volare" di L. Sepùlveda per la regia di W. Pagliaro,
si è pensato di sviluppare il passaggio dal testo teatrale scritto alla rappresentazione
scenica.
La lettura personale del testo narrativo scritto di Sepùlveda ha permesso agli studenti
di cogliere:
La partecipazione allo spettacolo ha consentito agli alunni di focalizzare:
Come guida è stata proposta la seguente scheda:
IL REGISTA
Quali scelte ha operato rispetto:
ai personaggi;
alle azioni dei personaggi;
alla musica?
Nel passaggio dal testo narrativo al testo rappresentato quali scelte ha operato?
Ha introdotto delle aggiunte o compiuto delle sintesi?
LO SCENOGRAFO
Come ha reso il contesto in cui si svolge la scena?
Come ha utilizzato le luci per valorizzare personaggi o atmosfere?
GLI ATTORI
Come sono abbigliati?
Come si muovono sul palcoscenico?
Quali forme di comunicazione utilizzano?
IL COREOGRAFO
Quali movimenti di danza vengono utilizzati dalla protagonista femminile per rappresentare
le caratteristiche della gabbianella?
A questo punto insegnanti e alunni sono stati in grado di definire gli elementi della
comunicazione teatrale, precisando il ruolo degli intermediari (regista, coreografo,
scenografo, tecnici...) nella trasmissione del messaggio teatrale.
Fase 3
Gli alunni sono stati chiamati ad analizzare se stessi come lettori e spettatori, in primo luogo attraverso la compilazione della seguente scheda:
A questo punto analizza te stesso come LETTORE e SPETTATORE:
Si sono poi prese in esame tre diverse recensioni relative allo spettacolo: lindividuazione degli elementi specifici di questo tipo di testo ha permesso lelaborazione finale di una recensione originale, in gruppo o personale.
*docenti all ITC PACLE e "Primo Levi" di Seregno (MI)
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di Daniela Merlo
Privilegiando due finalità generali del programma di Storia settoriale per il biennio postqualifica, come da nuovi programmi D.M. 31/1/97 (1- Dare alla Storia lopportunità di contribuire alla riflessione sul campo professionale, 2 - Approfondire la riflessione metodologica e luso della conoscenza storica), ho fondato la programmazione di IV su una organizzazione modulare che in tutto il percorso ha puntato al raggiungimento di obiettivi cognitivi o al loro rafforzamento, attraverso una tematizzazione forte che ho individuato nel "viaggio" con tutte le sue modalità e tecnologie, i suoi diversi e articolati itinerari, le cause e le finalità, le significative personalità dei viaggiatori. La periodizzazione prevista per il quarto anno dellIstituto professionale è relativa alletà antica, medioevale e moderna.
Mettendo ben in evidenza gli aspetti salienti della Storia generale che facciano da sfondo integratore alla Storia settoriale, limpianto modulare per il IV anno nel mio progetto annuale ha previsto la seguente articolazione in moduli di apprendimento:
M - 0 - Questionario di ingresso e "brain-storming" - Rapporto fra conoscenze
del passato e presente.
M - 1 - Il viaggio nel mondo antico - I viaggi di Erodoto.
M - 2 - Il pellegrinaggio nelletà medioevale. Il cammino per Santiago de
Compostela.
M - 3 - Le grandi scoperte geografiche - Incontro con i Maya di Copàn.
M - 4 - Il Grand Tour
M - 5 - Milano, luogo di incontro di uomini e civiltà.
Come sempre, prima di affrontare la scelta di una rilevanza tematica, fra le tante possibili, ricordando che è "attribuita allinsegnante la responsabilità della individuazione dei temi rilevanti storiograficamente e didatticamente nella specifica Storia settoriale", è opportuno domandarsi quale sia lutilità della presentazione di un modulo sul "Grand Tour".
Le risposte che ho trovato al quesito mi sono parse facilmente comprensibili per i miei studenti oltre che importanti e tali da dare valore autoreferenziale alla mia scelta:
1) prendendo spunto da una recente mostra romana sul fenomeno storico del "Grand Tour" è possibile spiegare quando in Europa si incominciò a diffondere la conoscenza delle bellezze artistiche, ma anche delle caratteristiche socio-culturali dellItalia;
2) mi consente di cogliere nel tempo la prima manifestazione di interesse "turistico" da parte degli stranieri per il "Bel paese", interesse ancora oggi estremamente vivace;
3) il filone tematico ricorrente da me privilegiato in tutta la programmazione ("Storia della tipologia dei viaggiatori, delle motivazioni del viaggio e delle tecniche di viaggio") è qui ampiamente ripreso, facilitando il percorso logico richiesto agli studenti, pur affrontando un nuovo contesto temporale: fra XVII e XVIII secolo;
4) particolare rilevanza constato, poi, nella frequente e ricca possibilità di intrecciare legami interdisciplinari fra Storia, Letteratura, Storia dellArte, Geografia, studio delle Lingue straniere;
5) infine, questo modulo mi consente di elaborare un percorso strutturato sulluso delle fonti nella costruzione della conoscenza storica.
Lo schema sotto riportato riproduce la struttura del modulo, al quale sono state allegate due prove: una batteria di esercizi relativi alla capacità duso degli strumenti utilizzati e la verifica finale del modulo.
| OBIETTIVI | TEMI | STRUMENTI | CONCETTUALIZZAZIONI |
| 1 - Saper selezionare
le informazioni in coerenza con la tematica indicata 2 - Saper distinguere nei testi storiografici le informazioni fattuali, le concettualizzazioni, le valutazioni e i giudizi 3 - Saper produrre oralmente o per scritto testi descrittivi di strutture spaziali, demografiche, economiche, sociali e culturali 4 - Saper riconoscere le funzioni e il valore dei musei, degli archivi, dei monumenti e dei centri storici 5 - Saper cogliere informazioni da fonti scritte e non scritte |
Il "Grand Tour" Filone tematico ricorrente: Storia della tipologia dei viaggiatori e delle motivazioni del viaggio [XVII - XVIII sec.] Chi viaggia Perché si viaggia Le tecniche di viaggio (come si viaggia) |
Cataloghi del materiale
esposto alla mostra "Grand Tour: il fascino dellItalia nel XVIII secolo". Introduzione di Giuseppe Berto a "Lopera completa di Antonio Canal, pittore de vedute" - Rizzoli "Lettura" di alcuna fra le opere più significative del Canaletto "Lartista" di Daniel Arasse (in "Luomo dellIlluminismo" a cura di M. Vovellé - Laterza,) pp 277-278: Angelica Kauffmann Da "Storia dellItalia moderna" di G. Candeloro, vol. 1°, pp 70-72 descrizione delle condizioni socio-economiche dellItalia di fronte alla penetrazione dellIlluminismo; frammenti letterari tratti da opere di grandi viaggiatori |
1 - Ancien Régime 2 - Illuminismo 3 - Grand Tour 4 - Turismo 5 - Guida turistica 6 - Archeologia 7 - Cultura classica 8 - Collezione antiquaria 9 - Cabinet dAmateur 10 - Italia, giardino dEuropa 11 - Viaggio di formazione 12 Sociologia |
A conclusione, qualche suggerimento bibliografico.
ESERCIZI RELATIVI A CIASCUNO DEGLI STRUMENTI
(Testi e iconografia prodotti)
1a Ricostruisci con un breve testo la personalità artistica e umana di Canaletto,
secondo linterpretazione che ne dà G. Berto.
1b Lettura di una tavola molto nota del Canaletto: "Capriccio con rovine
classiche".
1c Spiega perché tanta parte dellopera di Canaletto si trovi a Londra o, comunque,
in Inghilterra.
2 Le fonti non scritte sono spesso interrogate dagli storici e possono offrire preziose
informazioni. Elenca gli oggetti dipinti dalla Kaufmann, i soggetti prescelti, i clienti a
cui venivano proposti.
Perché erano tanto richiesti ?
3a Dopo aver letto il brano di Cantimori, con una tabella a doppia entrata metti a
raffronto le condizioni economiche, sociali e culturali dellItalia con quelle delle
maggiori nazioni.
3b Rispondi con un breve testo alle seguenti domande:
A cosa è dovuto il "ritardo" dellItalia ?
Che cosa portò lafflusso di turisti nel nostro paese ?
4a Dopo aver letto le note introduttive e i brani letterari selezionati, presenta gli
aspetti più significativi dei "viaggiatori" che compivano il "Grand
Tour".
4b Per ogni autore, utilizzando una tabella a doppia entrata, ritrova e distingui gli
aspetti descrittivi da quelli valutativi, espressi per ciascuna città visitata.
4c Attraverso le letture presentate, spiega perché possiamo affermare che la Sociologia
sia nata proprio nellepoca dei grandi viaggi.
4d Perché i viaggiatori ricordati in questo modulo amavano tanto larte classica ?
SUGGERIMENTI BIBLIOGRAFICI
M. C. Cardona, "Storia della villeggiatura" voll. 2 - Abete
A. Brilli, "Quando viaggiare era unarte; il romanzo del Grand Tour"- Il
Mulino
Fruttero e Lucentini, "Breve storia della vacanza"- Mondadori 94
F.Venturi, "LItalia fuori dItalia" in "Storia
dItalia"- Annali vol III - 1977
Bernardi, De Seta, Mozzillo, "LItalia dei grandi viaggiatori" - Roma 1986
M. C. Boyer, "Il turismo: dal Grand Tour ai viaggi organizzati" - Universale
Electa
MODULO N. 4 - IL VIAGGIO IN ETÀ MODERNA Prova semistrutturata: Il GRAND TOUR Nome ................................................. Cognome ................................................. Data .................................................Classe ................................................. 1) Proveniente dalla Tate Gallery di Londra, nel febbraio 1997, a Roma, si inaugurò una mostra intitolata "Il Grand Tour, il fascino dellItalia nel XVIII secolo"; questa consentì di conoscere più approfonditamente la pratica del viaggio nellEuropa dellAncien Régime. Rispondi ampiamente alle seguenti domande: Quando e dove venne utilizzato per la prima volta il termine Grand Tour, che cosa
indicava? [Obiettivo n. 5 Punti .........................../6] 2) "GRAND TOUR" : costruisci un testo che spieghi questo concetto storico, rispettando la seguente "scaletta" - perché questa denominazione e quale fu il secolo del suo massimo fiorire [Obiettivo n.1 Punti /6] 3) Fra le opere darte nate in quel periodo storico-culturale si evidenzia il cosiddetto "Cabinet damateur", di che cosa si tratta? [Obiettivi 1-4 Punti /3] Il curatore della mostra, Cesare de Seta, dichiara: "LItalia, non più luogo
mitico e arcadico, assume forma reale nella coscienza europea, con le sue ombre e le sue
luci, con le sue aspre contraddizioni e i suoi splendori. [Obiettivo n. 5 Punti /5] |
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