Articolo precedente
Articolo seguente
  • Una non-materia nell'ipotesi di sperimentazione

    A scuola con il ‘TIC’

    Multimedialità e cooperazione all'orizzonte dell'apprendimento per il biennio delle Superiori

    di Giulio Picciolini

    TIC? Tranquilli...., il titolo non allude a una malattia professionale che colpisce il corpo docente (cioè il corpo del docente). TIC è l’acronimo di Tecnologie della Informazione e della Comunicazione, praticamente un UFO, oggetto del tutto sconosciuto (ancora per poco), che ha fatto la sua comparsa nei programmi dei Bienni Sperimentali della Secondaria Superiore. Come potete osservare dalla tabella, ripresa dal quadro comparativo pubblicato dalle Direzioni generali dell’Istruzione secondaria, Tecnologia della Informazione e della Comunicazione si inserisce all’interno dell’Area di Equivalenza per il biennio sperimentale Tecnico, Professionale e Artistico, sebbene in quest’ultimo con la metà delle ore rispetto ai primi due.

    I Licei e l’Istruzione Magistrale non la prevedono almeno con questa intitolazione, e tuttavia è evidente l’affinità della disciplina Linguaggi non verbali e multimediali.

  • DISCIPLINE

    ISTRUZIONE PROFESSIONALE

    ISTRUZIONE TECNICA

    ISTRUZIONE ARTISTICA

    ISTRUZIOEN CLASSICA, SCIENTIFICA MAGISTRALE

    AREA DI EQUIVALENZA Ore per biennio Carico orario % Ore per biennio Carico orario % Ore per biennio Carico orario % Ore per biennio Carico orario %
    TECNOLOGIA DELLA INFORMAZIONE E DELLA COMUNICAZIONE

    132

    5,88

    132

    6,96

    66

    2,94

    -

    -

    LINGUAGGI NON VERBALI E MULTIMEDIALI

    -

    -

    -

    -

    -

    -

    132

    6,66

  • Il carico orario percentuale sull'insieme delle materie insegnate fa di Tecnologie della Informazione e della Comunicazione una materia di rilievo, sullo stesso piano, quanto a numero di ore, di Diritto, Storia o Scienze. E tuttavia la tabella non rende forse abbastanza la reale portata della disciplina. La carta più pesante la gioca, infatti, la compresenza: 33 ore da programmare e da gestire dal consiglio di classe.

    La configurazione standard di riferimento dell'ipotesi di sperimentazione nei primi due anni della secondaria superiore fissa per Tecnologie dell'informazione e della comunicazione negli Istituti professionali 66 ore per ciascuno dei due anni, ma anche 33 ore in compresenza. Ne scaturisce una gestione del monte ore flessibile, ovvero con moduli organizzati in percentuale variabile di ore frontali e/o in compresenza. Infine, e scusate se è poco, queste ore di compresenza, comunque presenti in tutti gli indirizzi del biennio riformato e da ripartire coinvolgendo tutte le materie, vanno gestite secondo indicazioni suggerite dalla programmazione d'Istituto. S'intende così assicurare coerenza nella formulazione dei programmi, secondo finalità autonomamente scelte dall'Istituto: si potrà quindi intraprendere la strada di costruire, o rafforzare, negli studenti abilità specifiche presumibilmente di carattere trasversale, ma anche di selezionare ed elaborare contenuti di particolare interesse educativo per la fascia di età del biennio.

    Capite bene che una tale organizzazione incide su tutte le altre materie. A proposito: siamo sicuri che Tecnologie dell'Informazione e della Comunicazione possa definirsi una materia? E quale sarebbe il suo statuto epistemologico? E i suoi contenuti? Altre materie si occupano di insegnare, ad esempio, l'uso del software, che di per sé, tra l'altro, non è granché trasversale… Il fatto poi che non vi sia una classe di concorso designata all'accesso confermerebbe il carattere atipico di questa "materia". In effetti non è una materia: ci pare più un progetto, costruito innanzitutto dal c.d.c. in sintonia con l'insegnante che lo dovrà gestire, e che per alcuni aspetti coinvolge anche l'Istituto nel suo complesso. Del resto nell'ipotesi di sperimentazione della Direzione generale dell'Istruzione professionale la nuova disciplina Tecnologie dell'informazione e della comunicazione deve essere affidata a un docente esperto, ma coordinato alla programmazione del c.d.c., che favorisca un clima cooperativo al fine di permettere "il sorgere di una sensibilità e cultura della multimedialità negli insegnanti rendendoli capaci di captare le nuove opportunità nell'attività didattica quotidiana". Ora, tutti possiamo renderci conto che la multimedialità non è una materia, ma che vuol dire "captare le nuove opportunità?"

    Deduciamo che si alluda ad opportunità per l'apprendimento e quindi tra qualche mese sarà interessante esaminare le programmazioni dei colleghi che stanno cominciando la sperimentazione del biennio superiore. Sicuramente, ci auguriamo, si dovrà organizzare qualche corso di aggiornamento, magari a carattere seminariale, per esaminare con un minimo di sistematicità il ventaglio di queste opportunità. Ma nel frattempo, che fare?

    Monitorando le ipotesi di lavoro emerse in questi primi due mesi di avvio dell'anno scolastico tra i colleghi coinvolti nel TIC, la strada più appetibile ci sembra quella di introdurre gli studenti alla navigazione (e quindi alla creazione) ipertestuale. Essenzialmente per quattro buoni motivi:

  • Saranno presenti quanto prima alcune di queste programmazioni sul nostro sito, raggiungibile a

    http://www.logic.it/pragma Sono inoltre a disposizione informazioni in proposito sul sito:

    http://www.tes.mi.it che, nell'ambito della rete SIR delle scuole milanesi al link ITSOS e successivamente alla conferenza Liceo Tecnico discute e dibatte questo argomento.

    Attendiamo le vostre segnalazioni, così da alimentare informazioni, scambio di materiali e i necessari confronti, sempre utili, soprattutto in una fase come quella attuale, di sperimentazione. Non mancheremo di riprendere il discorso e fare periodicamente il punto della situazione.


  • Articolo precedente
    Articolo seguente