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di Anna Maria Iabichino
La prospettiva dellautonomia è unopportunità storica per ripensare in modo radicale agli snodi dellattività scolastica, ai ruoli, ai processi, ai comportamenti utilizzabili per la gestione dei problemi vecchi e nuovi del sistema scuola. Lautonomia che emerge dalla L. 59 prevede regole istituzionali che rafforzano lidentità e il prestigio della scuola attraverso nuovi modelli culturali.
I ruoli, che dovranno essere agiti dai singoli dellapparato, modificano i comportamenti e richiedono una rivisitazione del proprio essere e dover essere nella scuola. Sarà importante e necessario che i regolamenti, di prossima emanazione, consegnino alle scuole sia unautonomia forte, sia le risorse umane e materiali per attuarla; viceversa sarà lennesima innovazione nominalistica che legittimerà i modi di essere delle "scuole" senza risolverne i nodi critici.
La centralità dellautonomia didattica appare evidente e rappresenta la fondamentale ragione educativa per la strutturazione dellinsegnamento in funzione dellapprendimento. Le altre forme di autonomia (organizzativa, finanziaria, ecc.) esprimono esiti significativi solo a supporto dellAutonomia didattica.
Lart. 2 del DPR 416/74 prevedeva nella definizione della funzione docente non solo la trasmissione ma anche lelaborazione della cultura; questultimo aspetto è stato vanificato dai regimi dei programmi ministeriali e dal curricolo rigido. Solo un regolamento efficace per la gestione dellautonomia didattica potrà coinvolgere i docenti nella interpretazione delle finalità e nella definizione degli obiettivi e potrà creare un effetto di rimotivazione importantissimo per la valorizzazione del fattore umano. Sarà così favorito il riannodamento dei fili fra sistema scolastico e comunità territoriale per rilanciare le capacità di iniziative e liberare le potenzialità locali.
Gli spazi e gli ambiti aperti dalla L. 59 sembrano dilatati verso scelte di nuove strutture organizzative e di strumenti flessibili che implicano responsabilità e merito. Il comma 16 dellart. 21, "pur nel rispetto del principio di libertà di insegnamento" individua la necessità di istituire "nuove figure di sistema che superino il modello monolitico di organizzazione esercitato attraverso la funzione direttiva, il collegio docenti, i consigli di classe ed i collaboratori eletti dal collegio che non hanno giuridicamente funzioni proprie, se non la sostituzione del capo di Istituto da parte del vicario in caso di assenza del preside. La complessità del sistema sociale che si rispecchia nel sistema scolastico ha reso obsoleto il vecchio sistema organizzativo ed ha reso indispensabile larricchimento dellofferta formativa, la programmazione di percorsi e di spazi di flessibilità integrativa dei curricoli che postulano risorse umane adeguate ed implementate con valenze professionali nuove, centri di riferimento funzionali ai bisogni di innovazione del sistema scuole.
Le ipotesi più accreditate di profili di figura di sistema puntano allobiettivo di miglioramento della gestione della scuola almeno in quattro ambiti fondamentali:
1. Impianto e sviluppo del sistema informativo
Questa figura è intesa come un supporto organizzativo forte, per far fronte alle problematiche di uneventuale strutturazione del curricolo per moduli.
2. Sostegno e supporto alla didattica
Si ipotizza un docente coordinatore delle attività multimediali che possa offrire un contributo alla didattica per aree disciplinari in ambienti caratterizzati da trasversalità.
3. Supporto alle persone
È un esperto nella rimotivazione e recupero dei soggetti a rischio con competenze psicologiche e relazionali in grado di coordinare le attività di orientamento, dispersione e recupero.
4. Competenza tecnica-amministrativa inter-istituzionale
È una figura in grado di interagire con gli uffici scolastici provinciali IRSSAE, CEDE, BDP Enti Locali e territorio per una progettazione in dimensione territoriale ed extra territoriale.
Sarà indispensabile, per la definizione di queste ipotesi, approfondire alcune tematiche significative in ordine alle modalità di reclutamento delle figure di sistema su competenze oggettivamente valutabili; allimpiego delle risorse umane a tempo pieno o a completamento della attività di docenza; alla garanzia di stabilità dellincarico che non dovrà risolvere momentanei problemi di esubero; alla definizione dello stato giuridico dei docenti in relazione ai compiti loro affidati.
In ambito istituzionale e politico sindacale, la discussione è ancora molto vivace per distinguere tra i compiti delle figure di sistema (art. 38 comma 7 CCL 4/8/95) e le attività aggiuntive dei docenti previste dallart. 3 dello stesso contratto del comparto scuola. Per collocare normativamente le figure di sistema nel quadro legislativo attuale e nella prospettiva dellautonomia, occorrerà analizzare le attività progettuali dei docenti utilizzati ai sensi della normativa vigente e non sarà compito facile larticolazione di profili professionali delle figure individuate interne ed interistituzionali per collegare gli ambiti e i compiti delle stesse con la presenza dello sportello degli studenti ed i servizi sul territorio.
Non è del tutto irrilevante ipotizzare specifiche figure correlate ai campi di intervento del personale ATA.
Anche gli IRRSAE nel seminario nazionale del 3-4-5 maggio 1997 a Venezia, hanno discusso un progetto di figure di servizio e insegnanti foperatori di collegamentof nel sistema scuola.
Risulta del tutto condivisibile lassunto di una società tecnologica che interagisce con sistemi formativi alternativi e che ha modificato lo specifico funzionale del docente imponendogli nuovi strumenti comunicativi e nuove modalità tecnico didattiche. Il docente da trasmettitore di una cultura già elaborata si è trasformato in un facilitatore di apprendimento al quale si richiedono il possesso di saperi disciplinari, le competenze tecnologiche sugli strumenti con i quali si veicolano le informazioni, la capacità di essere dentro il sistema ed operare perché questo si relazioni con altre agenzie informative.
Il docente utilizzato in tale contesto diventa un operatore di collegamento su aree territoriali omogenee ed esportatore-socializzatore di percorsi cognitivi e di abilità.
Non è un esperto che si "somma" al altre figure ma una realtà dinamica, capace di contribuire a trasformare la scuola in un "sistema multipolare" di servizi.
Lesperienza dellIRRSAE Calabria della costituzione di poli di intervento, sviluppo ed integrazione-scuola territorio per attivare strategie conoscitive e di orientamento costituisce unipotesi interessante, pur essendo poco esportabile.
I riferimenti normativi esperienziali delle figure di sistema si collocano nella L 426 del 1989 che istituisce le nuove figure professionali di operatore e tecnologico e psicopedagogico per la scuola dellobbligo e coordinatore dei servizi biblioteca e di orientamento per la scuola superiore. Il limite condizionante della legge 426 è determinato dalla necessità di una utilizzazione ottimale dei docenti in esubero e della mancanza di un vero percorso progettuale.
Occorre una rivisitazione della
L. 426 per lindividuazione di competenze e di metacompetenze atte a produrre cambiamenti strategici e sostanziali nel sistema scolastico per attivare linterazione sinergica fra la dimensione collegiale e il territorio di riferimento.
Anche la proposta formulata dagli IRRSAE assume come tematiche forti della nuova professionalità docente la Progettualità e la Relazionalità; di conseguenza le ipotesi operative e gli ambiti contrattuali non possono prescindere dal concetto di ottimizzazione e qualificazione del sistema scuola.
Lanalisi della risorsa docente, nellipotesi della gestione di un organico funzionale (L. 662/96 scuola elementare e L 59 per tutte le scuole) tendente ad unequa distribuzione delle risorse (budget-docenti) sia su base quantitativa che qualitativa fa ben sperare in una piena valorizzazione dei docenti utilizzati funzionalmente, in base ad esigenze e progetti per il superamento di rigidità e per lattivazione del curricolo flessibile.
Non è difficile esemplificare figure di sistema come risorse umane da valorizzare in ambito di organico funzionale:
Ritengo di poter concludere con le seguenti ipotesi:
1. Le nuove figure professionali non rappresentano lo staff del dirigente scolastico ma dovrebbero interpretare i bisogni del singolo istituto sia in ambito tecnologico che didattico, psicosociologico e organizzativo. Lobiettivo è la promozione e gestione della progettualità allinterno della scuola. Le figure non possono essere predefinite e gestite dallesterno.
2. Gli ambito contrattuali dovrebbero essere definiti da diversi punti di vista; laccesso alla funzione non dovrebbe essere determinato dellutilizzazione di esuberi né da certificazione di titoli ma dalla presentazione di progetti (almeno di respiro triennale) che prevedono un monitoraggio interno ed esterno ed una verifica finale dei risultati e della produttività con una logica di efficacia ed efficienza.
3. Occorrerebbe una formazione continua delle nuove professionalità per impedire che la figura di sistema incorra in una rapida obsolescenza. Lutilizzazione (tempo totale solo per alcune figure) dovrebbe essere parziale per consentire, da una parte, il contatto "vivo" con gli studenti ed i colleghi, dallaltra di suscitare dallinterno le sinergie opportune per la realizzazione dei progetti stessi.
Le figure di sistema dovrebbero essere prevalentemente espresse allinterno dellIstituto; anche la figura responsabile dei collegamenti interistituzionali sul territorio dovrebbe provenire dalla carriera docente. Occorrerebbe far chiarezza tra eventuale retribuzione per attività aggiuntive e riconoscimento di alta professionalità a livello giuridico.
* preside dellIpscts "G. Pessina" di Como
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