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Istruzione professionale e sistema di impresa

di Fernando D’Alfonso

Il ruolo che l’Istruzione professionale da sempre svolge ai fini dell’interazione fra istruzione, formazione e lavoro ha assunto nuove dimensioni e connotazioni con Progetto ’92, e lascia prevedere sviluppi ancor più interessanti per il futuro proprio grazie all’ipotesi di sviluppo dell’autonomia scolastica che alcuni Istituti professionali stanno già sperimentando con il Progetto 2002. Per questo motivo può essere utile riflettere sulle esperienze che le scuole hanno maturato in questi anni nella direzione di una collaborazione più sistematica e produttiva con le imprese.

Nell’ambito dei rapporti fra scuola e mondo del lavoro l’Ipsia di Monza ha sviluppato collaborazioni con diverse aziende del settore meccanico, elettrico ed elettronico.

Tra queste, quelle più significative sono e rimangono quella con la S.G.S. Thomson e quella con la Toyota Motor Italia. Tali rapporti hanno inciso in maniera positiva e determinante sull’attività scolastica poiché hanno favorito lo sviluppo delle capacità progettuali dei docenti nella realizzazione dei curricoli e nell’individuazione dei contenuti disciplinari alla luce di un continuo aggiornamento dei profili professionali.

Le aziende e la formazione aziendale si sono dimostrate utili soprattutto in funzione dell’acquisizione di informazioni di tipo metodologico necessarie all’analisi e alla valutazione della domanda e dell’offerta di lavoro a livello territoriale.

É a questo scopo che i docenti dell’Istituto hanno dato vita ad un Progetto Qualità in collaborazione con l’Associazione degli industriali di Monza e della Brianza, mirato al monitoraggio dell’inserimento dei diplomati nel mondo del lavoro. Gli aspetti monitorati sono stati il tempo intercorso tra la conclusione degli studi e l’impiego nell’attività lavorativa, nonché il tipo di attività svolta.

Anche se i dati emersi possono essere considerati soddisfacenti - tutti i diplomati lavorano entro un anno, il 70% in attività di ruolo e solo il 30% in ambiti diversi rispetto a quelli per cui si erano preparati - il monitoraggio si rivela utile soprattutto ai fini della "manutenzione", cioè del controllo del tipo di percorso offerto e attuato a scuola.

Queste modalità di intervento si riflettono anche sui progetti "Intesa" del biennio post-qualifica attivati in collaborazione con la regione Lombardia e quindi riferibili ad un contesto territoriale specifico.

La struttura dei corsi post-qualifica e l’intesa con la regione hanno infatti permesso di acquisire una forte motivazione alla concretizzazione di un progetto significativo in termini di integrazione tra sistemi formativi, e la capacità di gestire curricoli scolastici già ben orientati alla formazione degli studenti secondo le richieste e le necessità del mondo delle imprese.

Dall’esperienza maturata emergono delle indicazioni per il futuro che il Progetto 2002 ha recepito e promosso, e che si possono sintetizzare in questi punti principali:

– la valenza fortemente orientativa del biennio che offre agli studenti, accanto all’opportunità di acquisire conoscenze di base comuni, la possibilità di riorientarsi e all’interno della scuola e di operare scelte di uscita e di rientro;

– la riduzione del curricolo scolastico da 40 a 34 ore che, alleggerendo il peso del tempo scuola, favorisce il lavoro di rielaborazione personale e lo svolgimento di attività extrascolastiche;

– la valorizzazione delle compresenze come occasione di attività di docenza integrata e di ottimizzazione dei tempi;

– la creazione di un "portfolio" di competenze certificate e capitalizzabili in diversi e successivi percorsi.

Il tutto all’interno di un sistema scolastico nazionale, l’unico che può garantire il rispetto del diritto allo studio uguale per tutti nonché l’acquisizione di conoscenze e competenze valide e spendibili su tutto il territorio.

 

* preside all’Ipsia di Monza (MI)

 


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