Articolo precedente |
Articolo seguente |
a cura di Lucia Frigerio
Nella nuova serie di PRAGMA si intende mantenere fissa una delle rubriche da sempre più qualificanti, cioè quella dedicata all’intervista con un esponente autorevole e di rilievo del mondo della scuola.
In questo numero abbiamo potuto discutere dei problemi che più ci stanno a cuore con G. M. Dutto, Direttore Generale dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia, che ringraziamo fin da ora per la disponibilità e la profonda capacità di ascolto nei confronti di coloro che quotidianamente operano nella scuola. Ci auguriamo che possa essere la prima di una serie di interviste con i vari rappresentanti delle nuove direzioni regionali, la cui istituzione è uno dei punti qualificanti la riforma del Ministero della Pubblica Istruzione, avviata della precedente legislatura.
2 Al dottor Dutto, a cui diamo anche il più cordiale benvenuto nella regione Lombardia, desideriamo porre una prima domanda sullo “stato” dell’autonomia scolastica: le scuole autonome sono già in cammino da tre anni e sono passate attraverso il dimensionamento, il POF, i curricoli, la flessibilità dell’organizzazione didattica…; ad inizio del nuovo anno scolastico, quali potrebbero essere le parole di auspicio per una buona continuazione?
L’autonomia è stata il cambiamento più rilevante degli ultimi anni ed ha inciso in modo assai significativo sul processo di rinnovamento di tutto il sistema di istruzione e formazione. L’autonomia è un valore e un obiettivo in cui bisogna continuare a credere fortemente, anche e nonostante le difficoltà non sempre semplici da risolvere. Così, se finora abbiamo visto cimentarsi bene le scuole soprattutto nell’autonomia didattica e organizzativa, ora le dobbiamo sostenere in quella finanziaria e di gestione delle risorse, che costituiscono per molti istituti scolastici una grossa novità a cui far fronte. Ma l’importante è credere nel valore dell’autonomia.
2 Insieme all’autonomia delle istituzioni scolastiche si è realizzato anche il decentramento alle regioni di poteri che lo Stato ha sempre gestito in materia di istruzione; quali gli orientamenti della sua Direzione in merito a questo decentramento? Prevede dei grandi cambiamenti?
Ricordiamoci che il decentramento non nasce oggi, anche se oggi si tratta di gestire in pieno la fase di transizione per il passaggio di competenze dal Ministero centrale alle regioni. È una fase certamente piuttosto complessa, anche in presenza del cambiamento di legislatura che è intervenuto in corso d’opera. Posso dire che la linea della direzione lombarda è quella di avviare tutti i cambiamenti che saranno necessari, ma sempre all’interno di una linea di continuità con il processo innovativo che in questi anni è avvenuto.
2 E riguardo all’esame di Stato?
Penso che in questo caso verrà introdotto qualche elemento di discontinuità rispetto a quanto ho detto prima, perché c’è un dato numerico su cui da più parti si invita a riflettere: il 96% dei nostri studenti lo supera. Allora, se si tratta di un esame “di scuola” va bene, ma se si tratta di un esame di “Stato”…nasce qualche perplessità. La nuova formula dell’esame di Stato ha ormai compiuto tre anni ed è necessario che venga rivista alla luce dei risultati, anche se contiene in sé alcuni aspetti positivi che non vanno assolutamente eliminati.
2 Per esempio?
Per esempio, la prima prova. È indubbio che la prima prova scritta, così come è stata riformulata, sottende ed invita ad una consapevolezza più attenta a tutti i processi che attengono all’educazione linguistica, e costituisce quindi un’innovazione molto importante. Un altro esempio è quello del nuovo peso dato alla “biografia” scolastica (ma non solo) dello studente, la cui valutazione si arricchisce in questo modo di elementi significativi precedentemente trascurati.
2 Diritto allo studio e successo formativo sono obiettivi ancora non pienamente raggiunti, come pensa di muoversi la Direzione lombarda per garantire effettive pari opportunità per tutti, anche in presenza di recenti provvedimenti che allargano la forbice tra le scuole cosiddette di “serie A” e tutte le altre?
Le scuole a più velocità esistono già da tempo nel nostro paese. Così come da tempo è un dato acquisito che i risultati scolastici sono correlabili al back ground sociale e culturale degli studenti. Si tratta di analizzare con un attività di monitoraggio adeguata i casi difficili per tenerli sotto controllo e sostenerli. Del resto la vera cartina di tornasole della qualità di una scuola è quella dei successi formativi che riesce a far raggiungere ai propri studenti, in relazione al punto da cui sono partiti.
La cura principale della Direzione Generale della Lombardia è quella di far bene le cose di gestione quotidiana: garantire che le scuole abbiano i docenti fin dall’inizio dell’anno scolastico, prestare particolare attenzione ai giovani in formazione compresi nella fascia d’età tra i 14 e i 17anni, promuovere attività di aggiornamento e di formazione in servizio dei docenti in concerto con IRRE, Università ed esperti.
Articolo precedente |
Articolo seguente |