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di Lucia Frigerio
Se dopo un anno di silenzio PRAGMA ritorna nelle scuole e riprende il suo dialogo con insegnanti e presidi, è bene cercare di analizzare fino in fondo tanto i motivi dell’interruzione quanto le ragioni e le modalità delle ripresa.
Le scuole italiane continuano più o meno a navigare a vista, mentre stanno cambiando coordinate e punti di riferimento. In questa situazione la piccola barca di PRAGMA, spinta a remi dalle sole forze di redattori volontari, dopo sei anni di navigazione in mare aperto (non pochi per un’operazione no profit) ha sentito la necessità di una pausa di riflessione, di un approdo in cui ripensare il cammino fatto.
Per editore e redazione è stata una specie di “anno sabbatico”, quello di cui tutti noi avremmo bisogno in momenti di sovradosaggio lavorativo o di orizzonti confusi.
Non si può negare che gli oneri economici, comunque proporzionati alla qualità del prodotto, siano stati eccessivi rispetto allo sforzo di produzione, tiratura, ed effettiva distribuzione, stanti anche i costi postali che penalizzano queste iniziative. Lo dimostra il fatto che del ricco panorama di testate rivolte al mondo della scuola ne siano scomparse molte, anche prestigiose e di più antica fondazione della nostra.
La redazione ha risentito del clima di incertezza generale: per quanto riguarda in particolare il settore dei Professionali, ha molto pesato e tuttora pesa l’ipoteca di un’identità non ben definita, spesso poco conosciuta o sottovalutata nella sua storia di rinnovamento, da Progetto ’92 in poi. Eppure tutti noi sappiamo che proprio in molte di queste scuole si stanno realizzando, grazie all’autonomia e ad altri utili provvedimenti presi nella passata legislatura, esperienze interessanti di riprogettazione organizzativa e didattica.
Questi alcuni degli elementi in gioco, ai quali vanno aggiunte tutte le inevitabili incertezze che derivano dal recente mutamento del contesto politico.
Nel ripensare a PRAGMA, è stata vagliata la possibilità del potenziamento della pubblicazione on-line, non ridotta al ruolo odierno di semplice trasferimento in rete del prodotto cartaceo, ma utilizzata al meglio delle risorse consentite dal mezzo. La vediamo come il naturale sviluppo di quel progetto iniziale di banca dati a distanza, che contiamo di trasformare in un accesso a servizi ed approfondimenti di utilità didattica. Per realizzare questo tipo di prodotto la redazione considera indispensabile l’apporto dei lettori più affezionati e competenti, che anche in questo periodo di interruzione non hanno smesso di farsi vivi e di incoraggiarci: ad essi in particolare chiediamo di scriverci per farci sapere se condividono questo nuovo progetto, ma, soprattutto, se e come contano di collaborare alla sua realizzazione.
La rivista su carta è sempre però necessaria: raggiunge anche i lettori meno familiarizzati con la comunicazione telematica, consente migliori condizioni di lettura e riflessione, può continuare a svolgere la funzione di strumento di lavoro e di stimolo al dibattito nelle scuole.
PRAGMA quindi continuerà ad uscire su carta, verrà distribuita in modo più adeguato, capillare e personalizzato, anche se con una tiratura più ridotta rispetto alla precedente; arriverà alle scuole superiori (non solo professionali), tramite posta e attraverso il nominativo di un docente referente, che consideriamo fin da ora un futuro e prezioso collaboratore. Nello stesso tempo sarà reperibile on-line (quindi con la possibilità di stampare in proprio gli articoli e i servizi che più interessano), in attesa di tutte le novità che verranno.
PRAGMA riprende con più consapevolezza ed altrettanta energia il proprio ruolo di voce dei docenti, fatta dai docenti, per i docenti, per valorizzare quanto si fa, interrogarsi su come farlo meglio e orientarsi nei processi in corso. Proprio per questo è aperta al contributo di tutti.
Potete contattarci presso la Casa Editrice Principato, via G. B. Fauché 10, 20154 Milano, fax 02-33104295 o scrivendo a pragma@principato.it.
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